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Cucina Io non sono affatto il tipico italiano che anche quando é in viaggio DEVE mangiare come al ristorante sotto casa perché altrimenti si sente male... tutt'altro. Mi sono sempre piccato di aver provato la cucina locale, limitando al massimo quella "occidentale". In Cina questa mia attitudine é però stata messa a durissima prova dal menù turistico a cui sono stato sottoposto!!
Il problema non é stata la bassa qualità delle pietanze (anche se in alcuni casi é emerso anche questo aspetto), ma l'estrema ripetitività dei piatti. Verso la fine della vacanza abbiamo cominciato una sorta di "contattazione" con la guida, del tipo: lasciamo al ristorante la zuppa e il pesce e in cambio cosa ci danno? E via discorrendo. Consiglio vivamente di iniziare da subito questa pratica, in quanto é stata molto apprezzata da tutti i componenti del mio gruppo. Ho diviso questa pagina in 3 grandi parti: la prima si occupa di riportare l'esperienza diretta del mio gruppo, l'altra tratta più in generale la cucina cinese, nel caso qualcuno di voi volesse viaggiare in fai-da-te. L'ultima sezione fornisce alcuni piccoli consigli pratici. Qui di seguito vi illustro il tipico pranzo offerto dai ristoranti convenzionati con Mistral: antipasto formato da fettine di manzo/maiale fredde, un paio di piattini con verdure non meglio identificabili, a volte arachidi. Di seguito (e spesso si é presentato il problema di dove mettere tutti i piatti che le cameriere portavano) arrivano le portate principali, con poco intervallo di tempo tra una e l'altra: maiale in agrodolce, manzo con salsa, verdure cotte, pesce (non siamo mai riusciti a capire come si potesse mangiare senza posate adeguate...), zuppa (una sola volta a base di pomodoro; le altre era una specie di "bava di drago" non meglio classificabile: forse risciacquatura del lavaggio dei piatti...), pollo, crocchette di pesce fritto (talmente buone che le ho scambiate per carne!), melanzane, altri tipi ignoti di carne fritta, spaghetti di soia e riso. Le fette di cocomero (già, cocomero a metà ottobre?? Eppure vi assicuro che é vero!) sono state il "dessert" in assoluto più servito durante la vacanza, seguite a grande distanza dalla banana fritta e delle specie di polpette dolci (anch'esse di ignota natura). Capitolo a parte merita il riso, vero salvatore del mio gruppo nei momenti di crisi: quando il menù non meritava di essere inserito nella Guida Michelin, abbiamo spazzolato il riso fino all'ultimo chicco! Solo per il 50% circa delle volte ci é stato servito mischiato alla frittata e alle verdure: per il resto ce lo siamo dovuti sorbire "liscio". Spesso era scotto, ma la tendenza ad assumere la forma di grumi compatti ci facilitava il compito di mangiarlo con le bacchette! Consiglio di non versarci sopra alcuna salsa (quand'anche fossero disponibili): diventerà impossibile portarvelo alla bocca con le bacchette. Come bevande potete scegliere tra acqua, l'ottima birra locale (anche se non si tratta della famosa Tsingtao), Coca cola o Sprite. Nella maggior parte dei ristoranti dove mangerete cinese é gratis solo il primo bicchiere (e a volte noterete che questo é fatto apposta per contenere meno liquido possibile): le successive ordinazioni si pagano. Solo in un paio di occasioni si potevano chiedere altre bevande senza ulteriore spesa. L'onnipresente té verde é invece gratis, ma il sapore é mooolto lontano dal té occidentale: se non vi piacciono i sapori amari, lasciate perdere. In ogni caso, attenti alla temperatura alla quale viene servito: 10.000 °C. Il 30% circa dei pasti principali invece si é svolto a buffet e grazie al cielo é stato sempre ottimo e abbondante! Il pranzo a buffet di Suzhou, appena usciti dallo shopping riservato alla seta, potrebbe meritare la medaglia d'oro, ma é comunque una gara all'ultima portata. L'unica volta che ho mangiato all'occidentale ma NON a buffet é stato all'arrivo a Guilin: era tarda sera e mi servirono un'ottima bistecca, patate fritte e un dolce delicatissimo. Per restare in tema: estremamente deleteri per la mia linea si sono rivelati proprio i dolci, sempre molto vari ma anche molto calorici. L'apoteosi l'ho però raggiunta cenando da "Gino Café" a Shanghai: spaghetti col pesto alla genovese al dente (altra commozione), pizza (buonissima ma incandescente), birrozza locale e fetta di dolce al limone (yum) per la modica cifra di 105 yuan. Credo "Gino Café" sia in realtà una catena di negozi, ma nelle altre località visitate non ho più avuto modo di vederne uno. Peccato! Dulcis in fundo (come vedrete, si fa per dire!!) voglio riservare un paragrafo ai gelati cinesi; nella fattispecie ad un particolare tipo di ghiacciolo. La scena é Hangzhou: passeggiata collettiva nel lungo-lago, sole e caldo... cosa c'é di meglio di un bel ghiacciolo?! :-) Gianluca si fa carico di comprarne un paio, dall'invitante confezione color fragola. Il sentore di fregatura si spande nell'aria quando vediamo che il colore del ghiacciolo é marrone scuro, con alcune sospette protuberanze in cima. Qualche assaggio (a cui ho partecipato anch'io) e decidiamo che i "cosi" che incontriamo nel mezzo del ghiaccio hanno un sapore insopportabile. Sopraggiunge la nostra guida di Shanghai, esordendo con "Ah, sì: il ghiacciolo ai fagioli". Non vi sto a dire le espressioni di SGOMENTO che ci siamo scambiati (e i salaci commenti nei confronti del negoziante, che immagino stia ridendo ancora adesso). Da quel momento in poi ci siamo categoricamente rifiutati di mangiare un qualsiasi dolce che non fosse previsto dal menù del ristorante! L'enorme estensione geografica della Cina ha come risultato una grande varietà di stili di cucina, e non poteva che essere così. Come regola generale, la cucina cinese si divide in 4 grandi aree: quella del nord (Beijing e Shandong), quella del sud (Canton), quella orientale (Shanghai e regioni dello Yangtze) e quella dell'ovest (Sichuan). La cucina del nord fa un uso maggiore rispetto alle altre di frumento e cereali, sotto forma di spaghetti e ravioli ripieni cotti al vapore. I piatti sono abbastanza semplici, eccetto "l'anatra laccata" - specialità di Beijing. Altro piatto molto famoso é la "marmitta mongola": un recipiente di rame - la marmitta, appunto - viene posto in tavola per far bollire carne di montone, verdure, formaggio di soia (chiamato tofu) e spaghetti di riso. Questo insieme viene poi condito con salse e servito ai commensali. La cucina del sud - o cantonese - é quella più famosa in Italia, dato che gran parte dei ristoranti sono gestiti da persone emigrate dal sud della Cina (é comunque una cucina che in Italia é stata occidentalizzata, anche se non dirvi in quale modo). E' molto elaborata, usa una grande gamma di ingredienti, tra cui pesce, crostacei, carne e anche il serpente; mangiato tantissimo anche in Italia, é giustamente famoso il pollo al limone. Tipico di questa cucina sono i dim-sum: involtini dai vari ripieni cotti in cesti di bambù. La cucina della parte centro orientale é caratterizzata dal grande consumo di pesce e frutti di mare. I tipici piatti sono l'anguilla, piatti freddi di carne con salsa, zuppa di prosciutto e melone e la minestra di pollo. La cucina dell'ovest é la più piccante: é ricca di spezie e salse pepate e i suoi aromi la fanno addirittura paragonare a quella messicana. Le specialità sono il pollo al pepe, il pesce in salsa speziata di fagioli, le melanzane all'aglio, il manzo al peperoncino secco e il tofu al chili (!). Come per il Giappone, ci sono alcune informazioni utili per non farsi spiazzare: si mangia con le bacchette ma a disposizione ci sono le forchette - quanto mai utili nei momenti di disperazione! Non é bene piantare verticalmente le bacchette nel riso perché ciò si fa solo nei funerali (é quindi di cattivo auspicio). I piatti dove mangiare sono generalmente molto piccoli e la cosa crea non pochi problemi; seccante é l'abitudine di portare il riso verso la fine del pasto. Non ne sono sicuro, ma credo che se apprezzate la zuppa - improbabile - dovete berla col risucchio, come in Giappone. E' molto sconveniente soffiarsi il naso, specie a tavola, ma non altrettanto ruttare (paese che vai...). | |||