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Il 6 Ottobre é stata, come avete letto nella pagina di Suzhou, double-face: al mattino eravamo ancora nella "Venezia d'Oriente", ma dopo pranzo abbiamo intrapreso il più lungo spostamento in minibus dell'intera vacanza. Da Suzhou all'aeroporto di Shanghai, dove avremmo preso il volo interno per Guilin, abbiamo avuto modo di vedere un po' di "campagna" cinese. Ho messo tra virgolette la parola perché in effetti non ho proprio capito COSA stessi vedendo: gli spazi erano talmente vasti che non sembravano neppure campi coltivati! La maggior parte di essi, comunque, non lo erano per davvero: sterminate distese di terra abbandonata (non ho scattato foto perché sapete benissimo che farle in movimento non é il caso). Per compensare, c'erano distretti industriali ad ogni angolo, con un sacco di imprese a capitale misto cinese-straniero. Abbiamo potuto vedere anche i dintorni di Shanghai, in perfetta scala cinese: immensi! Le vie della periferia sono larghe come piazze, col fondo stradale formato da blocchi di cemento! Per quanto sia, i sobbalzi del minibus sono stati entro livelli accettabili (per me). Il traffico incontrato é stato molto scarso - pfiuuu - essendo domenica. Il chilo post-pranzo però si é fatto sentire, facendo alquanto languire la conversazione. Arrivati all'aeroporto internazionale (lo stesso dell'arrivo in Cina, per intendersi) abbiamo sbrigato le trite e ritrite formalità, per poi partire con un lieve ritardo. Tanto per cambiare, l'impatto con Guilin, sebbene usciti dall'aeroporto a sera inoltrata, é stato CALDO. La guida locale, Tang, era già pronta nella hall degli arrivi, quindi siamo subito partiti alla volta dell'albergo (come gli altri, anch'esso distante un'oretta). Durante il tragitto ci ha parlato delle caratteristiche della zona, molto piovosa (a Guilin ogni anno cadono circa 2 metri di pioggia, concentrati da Aprile a Luglio: ciò causa quasi sempre inondazioni) e della locale cucina. Per la nostra gioia, abbiamo appreso che tra i piatti tipici si possono annoverare il cane (consumato di solito in inverno), il cobra e dulcisi in fundo il topo del bambù! L'impressione su Tang é stata subito positiva, ma purtroppo il tempo ci avrebbe fatto cambiare idea. L'albergo ci ha riservato un paio di gradite soprese: la cena non era a buffet (erano circa le 22) ma comunque all'occidentale e molto buona, e a 5 metri dall'ingresso della hall si stendeva il lago Ronghu. Subito dopo cena siamo andati tutti quanti a gironzolare lungo le sponde (un po' rovinate da lavori pubblici di qualche genere). Ben presto però Gianluca e Paola hanno dato forfait per la stanchezza, ma noialtri 5 abbiamo proseguito, facendo praticamente il periplo completo. E' stato molto bello perché l'illuminazione era azzeccata e creava un'atmosfera molto godibile. Non c'era troppa gente in giro (almeno, per gli standard della settimana appena trascorsa!), nessuno ci faceva fretta... un sogno, insomma! Dopo aver attraversato alcuni ponti pedonali, anch'essi belli e illuminati, sulla via del ritorno Nicola si é fato attaccare bottone da un giovane cinese!
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Aveva esordito dicendo di essere uno studente di inglese e di volerci portare a cenare in un ristorante. In realtà, voleva mangiare a sbafo, fuggendo prima dell'arrivo del conto! Avevo letto di queste truffe nella Guida EDT di Pechino (ovviamente lasciata casa, dove non mi é servita a nulla) ma non avrei mai creduto di vederne una dal vivo. Dopo un sacco di chiacchere a vuoto ha capito che non era serata e ci ha mollato, non dopo aver disintegrato le orecchie del povero Nicola!! Nonostante la stanchezza che alla fine m'ha preso, ne é valsa la pena di stare alzato ancora un po'. Oltretutto, sapevo che l'indomani sarebbe stato di tutto riposo per via della crociera. In effetti così é stato. Per tutta la mattinata del 7 Ottobre siamo stati placidamente a guardare lo spettacoloso panorama che lambisce il corso del fiume Li. Gli 80 km. che separano l'imbarcadero di Guilin dalla cittadina di Yangshuo sono stati una carrellata mozzafiato di colline dalle forme più strane, di piccoli villaggi, di barche, di persone, di cormorani... fantastico! Le forme delle colline, in teoria, evocherebbero figure di persone o animali, ma (come dirò per la Grotta di flauto di bambù) occorre essere nel mezzo di un trip per riuscire a vederle! Meteorologicamente parlando, abbiamo avuto lo stesso un piccolo contrattempo: l'onnipresente foschia, accentuata dal fatto di navigare contro sole! Come anticipato da Tang la sera prima, il pranzo in stile cinese consumato a bordo non é stato molto gustoso! Le prime avvisaglie del comportamento non corretto di Tang si facevano però vedere: ci spiegava quello che stavamo vedendo solo dopo che lo speaker della nave faceva il suo annuncio in cinese...
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17 ![]() 18 ![]() Top La giornata non poteva continuare così magnificamente, nooo: durante il tragitto dall'aeroporto all'albergo avevamo prenotato una gita in "bicicletta" su suggerimento della guida locale. Anzi, ce l'aveva caldamente consigliata e ci aveva invitato a prenotare con largo anticipo perché non sempre erano disponibili i mezzi. Quando siamo giunti a Yangshuo (dopo aver passato l'approdo ricolmo di bancarelle) ci siamo diretti al luogo di partenza della gita, solo per trovare una MAREA di SIDECAR (altro che "bici da prenotare"...). I mezzi erano... come dire... del secolo scorso. A quel punto tutti abbiamo pensato: bella fregatura. Dopo qualche fulgido esempio di guida in stile cinese (tipo prendere una rotonda in controsenso, o mancare di mezzo millimetro la collisione col sidecar davanti al mio, quello con Claudio e Silvia) ci siamo diretti per stradine di campagna verso alcuni "selezionati" spot per le foto. Selezionati 'sto... gatto!! Appena siamo fermati nel primo della seria, siamo stati accerchiati da torme dei venditori più insistenti della Cina che imploravano un acquisto. Ho potuto scattare alcune foto ma l'ambiente era assolutamente invivibile. Il peggio doveva venire: ad un bivio il mio sidecar (che guidava il gruppo; un onore che non ci tenevo ad avere) si era inerpicato per una "strada" che passava in mezzo a povere casupole. Lì per lì ho pensato ad uno sbaglio del pilota, poi ho temuto - non sto scherzando - che ci stessero portando da qualche arte per derubarci e/o peggio (come ho saputo poi, tutti quanti l'hanno pensata nella mia stessa maniera). Siamo arrivati in altri 2 spot che davano su altrettanti bei panorami, ma con lo stesso problema dei venditori ambulanti. E' stato a quel punto che m'é venuto una specie di isterico rigetto nei confronti delle bancarelle e venditori in genere, cosa che mi sono portato dietro fino alla fine del viaggio.
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Le cose sono migliorate nel viaggio di ritorno, con un altro spot attorniato da "pochi" venditori". Quando siamo scesi dai sidecar, comunque, poco mancava che baciassimo la terra, ringraziando di essere sopravvissuti. L'ora da passare per la via commerciale non poteva mancare, naturalmente! Il lato positivo é stato il constatare che Yangshuo offre moltissime possibilità di alloggio per i turisti fai-da-te, anche se non so di che livello. La partenza verso Guilin é stata quantomai ben accetta, ma non era ancora giunta la sera...: ci hanno portato in una clinica dove si pratica la medicina tradizionale cinese! Un medico, che parlava un buon italiano, ci ha spiegato i principi base e ha introdotto un suo collega "particolare": si sarebbe fatto passare la 220V addosso per accendere una lampadina! E giuro che così é stato. Tutta la pappardella era comunque a fini commerciali, perché il primo medico ha poi fatto il giro di noi turisti per chiedere di eventuali malanni. L'unico motivo che ci ha risparmiato un'altra penosissima scena in "stile Hangzhou" é stato Gianluca che, soffrendo di sciatalgia, ha dato modo al medico "elettrico" di mostrare in pratica la medicina tradizionale. Oltre ad una serie di massaggi, Gianluca si é visto applicare nella schiena due ampolle di vetro che gli hanno provocato un gran calore e altrettanti "marchi" sulla pelle. Manco a dirlo, io e Claudio trattenevamo a stento le risate. Ancora Gianluca si é fatto carico di sbloccare la situazione-acquisti, comprando alcune medicine per la schiena. Anche in questa occasione, il ritorno in albergo é stato mooolto ben accolto. Prima e unica volta nel corso del tour, la partenza dall'albergo il 7 Ottobre era stata fissata ad un orario molto comodo (le 11) dato che secondo Tang Guilin non offriva altro da vedere, oltre al programma previsto per quel giorno. Già, il programma... guarda caso, c'é però stato tempo di andare subito in un negozio di perle, dove senza uno straccio di spiegazione, ci hanno subito introdotti nell'ambiente con le vetrine e le commesse. Fortunatamente c'erano alcuni provvidenziali divani, dove io e Nicola ci siamo seduti per tutto il tempo. Ci siamo quindi diretti alla Collina Fubo, nel centro città. Solo su nostra insistenza abbiamo esplorato per bene la grotta che é sotto la collina, dato che Tang ce l'aveva fatta visitare solo superficialmente, perché "non é importante". Sebbene non straordinaria, s'é invece dimostrata interessante.
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Quando ne siamo riemersi, la guida ha cominciato a spiegarci un po' della storia della Collina, salendo con noi per un pezzo della - ripida - scalinata. Il tratto finale l'abbiamo invece fatto solo con Zeng, arrivando alla cima e godendoci il panorama (ancora un po' nebbioso, purtroppo) di Guilin. Proprio dalla sommità ho visto un complesso di edifici "antichi" (nel senso dello stile architettonico) che assomigliavano ad un tempio: invece di farci comprare le perle, non potevano andare là?? Comprendendo l'inutilità della mia domanda, me la sono tenuta per me... Quando ci si diverte il tempo passa in fretta, così é venuto il momento di pranzare: il ristorante era proprio di fronte alla collina e ci ha offerto un menù a buffet occidentale-cinese molto gustoso - almeno questo! Il pezzo forte - nel senso buono - doveva ancora arrivare: la Grotta del flauto di bambù, fuori città. L'entrata della grotta non era vicina al parcheggio, ma sebbene il tempo fosse ugualmente caldo e soleggiato, il parco che abbiamo attraversato ci ha rinfrescato. Dai cartelli che ho intravisto, ci sono anche dei templi nei dintorni dell'entrata, che immagino molto belli immersi nel verde, ma Tang non ne ha fatto menzione, il tempo a disposizone era quello che era... solito discorso. Come successo a noi, vi capiterà di aspettare per qualche tempo perché solo un certo numero di visitatori alla volta possono entratre: non vi preoccupate, in quanto l'ennesimo store sarà ad accogliervi a braccia aperte! Oltre alle solite chincaglierie, vanno segnalate le cartoline a prezzi decenti (10 per 10 yuan), libri fotografici della zona molto belli (ma non ho chiesto il prezzo) e le solite bevande. Una volta entrati, ho subito notato una strana atmosfera: non sentivo caldo, freddo o umidità. Molto strano, e infatti non é durato: nei pressi della sala chiama "Palazzo di Cristallo" m'é preso un caldo incredibile! A parte tutto, la guida ha subito cominciato a spiegarci quali oggetti e animali si potevano "vedere" nelle forme delle stalattiti/stalagmiti. Vi posso assicurare che bisogna essere pieni fino agli occhi di eroina per immaginarsi la quasi totalità delle immagini evocate! Certo, "l'omino di neve", il "leone che saluta i visitatori"e la "cascata" sono lampanti, ma il resto NO!! Per quanto brutti a vedersi, i cestini dei rifiuti sono molto utili per posarvi sopra le reflex e scattare foto della grotta (sostituiscono i cavalletti, in pratica). Ovviamente le macchine vanno poste solo in orizzontale, ma vi assicuro che si possono ottenere buoni risultati.
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Anche per "colpa" di Claudio, devo ammettere di aver dubitato della veridicità della caverna: voglio dire, quando mai si sono viste stalattiti e stalagmiti completamente asciutte??! Io non sono un geologo ma nella migliore delle ipotesi si tratta di formazioni completamente "morte". Ho anche espresso il dubbio che si trattasse di una ricostruzione, ma Tang insisteva nell'affermare la veridicità della caverna. Sarà... Certo, il leggere che era stata utilizzata anche come rifugio anti-aereo nella guera contro il Giappone non é stato molto confortante. Altra cosa che non mi é piaciuta (e in questo giudizio sono stato affiancato anche dagli altri) é stata la possibilità di toccare senza alcun problema le stalattiti: il corridoio era molto largo e senza barriere protettive. Una volta tanto, in Italia siamo più evoluti che all'estero... Sebbene di primo acchitto molto pacchiana, l'illuminazione é stata qualcosa di totalmente diverso da quella che siamo abituati a vedere nelle grotte italiane, ad esempio, e devo dire che in fondo m'é piaciuta. Prima e dopo la visita siamo naturalmente passati nel mezzo a due file di bancarelle, con TUTTO quello che vuol dire. C'era anche la possibilità di farsi fare una foto - a pagamento, ma c'era bisogno che lo dicessi?! - su un cammello, però nessuno ne ha approfittato (chissà come mai...). Sulla via dell'aeroporto abbiamo attaraversato la campagna immersa nella luce del tardo pomeriggio e se non l'ho gustata appieno é stato per l'abbiocco post-pranzo che mi é calato addosso! Mi sono comunque arrischiato a scattare qualche foto. Ad aspettarci all'ingresso degli Arrivi dell'aeroporto c'erano le nostre valigie (giunte con un altro mezzo, dato che i nostri minibus sono sempre stati troppo piccoli sia per noi che per il bagaglio), il miglior commiato che potessimo avere! Ci aspettava Xi'an e l'Esercito di Terracotta, ma questa é un'altra storia...
Top Sebbene, tutto sommato le foto che ho scattato io mi piacciono, ho pensato che sarebbe stato ugualmente carino presentare alcune cartoline scannerizzate. Per farvi capire quanto siano improbabili le immagini evocate dalle forme delle stalattiti, di seguito scrivo cosa si dovrebbe vedere: · n° 1: "Leone che saluta i visitatori" (in realtà, molto facile) · n° 2: "Cascate" (idem come sopra) · n° 3: "Palazzo di cristallo" (non fatevi illusioni, arriva il difficile!) · n° 4: "Pagoda del serpente attorcigliato" (....?) · n° 5: "Alba rosa nella foresta di leoni" (seeeh, il Leone di Lernia...) · n° 6: "Rete circolare per zanzare" (ma dove?)
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