![]() |
![]() ![]() ![]() ![]() |
![]() |
![]() |
Panoramica d'insieme Come successo per il Giappone, può apparire presuntuoso da parte mia tentare di "spiegarvi" la Cina, seppur a grandi linee: é così vasta, popolata, complicata e diversa dalla civiltà occidentale che non basterebbero diverse vite vissute là per raggiungere lo scopo. Qualche informazione di prima mano l'ho comunque raccolta e con l'aiuto dei miei compagni di viaggio penso di poter dare qualche consiglio utile per chi vuole visitare questa nazione.
Per agevolare la navigazione ho suddiviso questa pagina in diverse sezioni, che trovate qui sotto:
- nome: Repubblica Popolare Cinese
- superficie: 9,6 milioni di km quadrati - popolazione: 1,3 miliardi (94% etnia Han, il resto si divide in una 50ina di minoranze) - capitale: Beijing (13 milioni) - lingua: cinese - religione: essendo un regime comunista, ufficialmente l'atesimo va per la maggiore, ma in realtà oggigiorno c'é "libertà" di culto (buddhismo, taoismo, confucianesimo, islamismo e chi più ne ha più ne metta. Se però siete seguaci della setta Falung-Gong sono azzi vostri) - governo: come detto dalla guida di Beijing: "dittatura democratica"... no comment Le ore di differenza rispetto all'Italia sono +7; quando noi adottiamo l'ora legale, ovviamente si arriva a +6. "Fortunatamente" la guida é a destra, ma l'informazione non dovrebbe incoraggiare eventuali aspiranti a noleggiare un'auto e gironzolare per la Cina: a parte che non é possibile (al massimo potete acquistarne una, ma non vorrei MAI andare incontro alle incombenze burocratiche), il traffico é una cosa INIMMAGINABILE. Distanze di sicurezza inesistenti; sorpassi a destra, sinistra, sopra e sotto; uso del clacson sempre e comunque (se non suoni non sei nessuno, ma dato che lo usano tutti...); nessun apparente limite di velocità; circolazione senza fari accesi a sera inoltrata (specie da parte degli autobus); caccia al pedone - sul parabrezza non é affisso il disco orario ma un mirino - dato che le strisce pedonali, quando ci sono, vengono sempre ignorate; frenate al limite (le staccate di Valentino Rossi sono da dilettante); incroci di strade sopraelevate che fanno sembrare Tokyo una cittadina di periferia e via dicendo. Strano ma vero, i semafori sono come quelli argentini: il vostro é posto al di là dell'incrocio, e ciò spesso significa ad una 30ina di metri di distanza, dato che gli incroci cinesi sono un "poco" grandi. Completano il quadro sporadici cartelli stradali coi "sottotitoli" in inglese.
Come per il Giappone, le auto cinesi sono incredibilmente brutte. La fa da padrona la VW Santana (non ha nulla a che fare con l'omonimo chitarrista, fortunatamente per lui), che vedrete anche sotto i sassi per l'incredibile e capillare diffusione. Di recente é uscita la Santana 2000, evoluzione della specie (una specie di Jetta peggiorata...). Non aspettatevi di vedere Fiat in giro, sebbene ci siano fabbriche sparse per la Cina: in tutto il tour ho visto 1 Uno, 1 Palio e un'altro modello che ho cancellato dalla memoria. Circolano invece tanti furgoni Daily. Abbastanza diffuse sono le altre marche tedesche, ma acquistate naturalmente solo dai cinesi benestanti. Menzione d'onore finale per la moto Suzoki (NON é un'errore di battitura!), indicatami da Nicola la prima sera a Suzhou: fantastica!! Paragrafo a parte meritano le spine elettriche (l'elettricità é a 220 volt, 50 Hz). Ce ne sono di 4 tipi: 3 spinotti rettangolari, 3 spinotti tondi, 2 spinotti piatti senza messa a terra e 2 spinotti piccoli tondi (come da noi). Negli alberghi di una certa levatura dovreste poter trovare adattatori senza problemi; per non avere soprese io mi rado sempre e solo a mano, e faccio conto sull'asciugacapelli della camera (quando funziona). A parte le considerazioni sul clima, per scegliere in quando visitare la Cina bisognerebbe evitare la prima settimana di Ottobre, quando c'é la Festa Nazionale che celebra la fondazione della Repubblica Popolare Cinese. Voi non potete avere la minima idea dell'affollamento che trovereste in ogni luogo, in ogni tempo: una compatta e apparentemente infinita muraglia umana, di tutte le età, che vi impedirà di godervi qualsiasi luogo decidiate di visitare. Ovviamente esistono altre feste, ma non so se parimenti foriere di tali ingorghi umani:
- Capodanno (occidentale): 1 gennaio - Festa della primavera: ovvero il capodanno cinese. Si tiene il 1° giorno della 1° luna, secondo il tradizionale calendario lunare. - Festa internazionale delle donne lavoratrici: 8 marzo - Festa internazionale del lavoro: 1 maggio - Giornata della gioventù: 4 maggio - Giornata del fanciullo: 1 giugno - Fondazione del Partito Comunista Cinese: 1 luglio In Cina lo sport nazionale ufficioso é lo sputo. Sì, avete letto bene: specie a Beijing sarà impossibile camminare per le strade senza sentire dietro o davanti a voi quel gradevole suono di risucchio polmonare, seguito dall'espettorazione del bolo più o meno catarroso. Ogni tanto la 2° parte non c'é, forse perché il proprietario non giudica meritevole dell'asfalto il prodotto dei suoi sforzi. Oppure vi capiterà di notare qualche conducente che, inbottigliato nella solita coda, pensi di impiegare proficuamente il tempo per allenarsi nella specialità "sputo in lungo". Le ragioni di tale usanza mi sfuggono, e per non urtare la sensibilità di nessuno non ho chiesto ad alcuna guida l'origine di questa ripugnante consuetudine. Se volete un consiglio, state attenti agli autobus coi finestrini abbassati: potreste essere fatti oggetto di un tiro incrociato. Per fare da contrappeso: non soffiatevi il naso a tavola perché é considerato molto sconveniente... Altra cosa assolutamente da evitare é, durante i brindisi, esordire con la famigerata formula "Cin cin!": usate la versione locale che suona più o meno "Kampé" (significa svuotare i bicchieri tutto d'un fiato; la cosa presenta alcune difficoltà quando nel bicchiere avete del gasolio... ehm, volevo dire: la grappa locale).
Altra imperativa considerazione di carattere sanitario é la non potabilità dell'acqua del rubinetto. E' una cosa decisamente sconvolgente per noi occidentali, ma laggiù le cose vanno così, e non c'é niente da fare. Nelle camere d'albergo ci sono generalmente 2 bottigliette gratis di acqua purificata oppure una caraffa. Sia le bottigliette che il contenuto della caraffa vengono rinnovati una volta al giorno, in caso di consumo. Solo nell'hotel di Beijing (non a caso gestito da giapponesi) ho trovato un cartello che informava di come l'acqua del rubinetto fosse purificata, quindi bevibile. Se avete sete durante le escursioni, o di sera mentre passeggiate lungo le vie di qualsiasi città cinese, avrete l'imbarazzo della scelta per comprare le bottiglie di plastica (ne ho viste fino ad una capacità di 600 ml.). Specie nelle città più "piccole" le vie mi sono parse una teoria ininterrotta di negozi, che al 95% vendevano bevande! Ovviamente devo avere avuto un'impressione sbagliata, ma vi assicuro che sembrava così. Il costo varia dai 0,9 yuan cad. nel mega supermercato di Suzhou, ai 5 yuan in non mi ricordo più quale sito turistico. Quindi, compratele sempre PRIMA di entrare da qualche parte!! Avete 2 possibilità per telefonare a casa: chiamare dalla camera d'albergo, a costi ovviamente maggiorati (non so dire quanto) oppure usare una carta a microchip, che potete acquistare in diversi posti. Nella hall degli arrivi dell'aeroporto di Beijing ci sono banchi appositi (credo anche a Shanghai, ma non ne sono sicuro), le reception degli alberghi saranno lieti di fornirvela, oppure potrete rivolgervi alla vostra guida. I tagli di cui sono a conoscenza sono 2: 100 yuan e 50. Sono utilizzabili sia dai telefoni nella hall degli alberghi sia nei telefoni pubblici (sono molto diffuse anche tra i cinesi stessi). Ogni qualvolta inserite la scheda nel telefono compare il credito residuo (ogni minuto vengono addebitati circa 12 yuan: non fate come me, che per ben 2 volte ho fatto conversazioni di poco più di 1 minuto...). Attenzione a come inserite la carta a chip: a Xi'an il telefono nella hall dell'albergo richiedeva che il chip guardasse verso il basso, al contrario di tutti gli altri telefoni fino allora incontrati. Esiste una 3° possibilità: acquistare le carte prepagate, normali pezzi di plastica con istruzioni per digitare una serie di codici al fine di poter telefonare a casa. Dato che mi sembrano molto più complicate delle summenzionate carte a chip, vi sconsiglio di comprarle. Dalla forma alquanto tozza, la Cina racchiude una notevolissima varietà di panorami: si va dai quasi 9.000 metri dell'Everest alla depressione di -154 m. dell'oasi di Turfan nel Xinjiang. Il territorio si può immaginare come una scalinata composta da 3 gradini, il più alto dei quali é a Ovest ed é rappresentato dall'altopiano del Qinghai-Tibet. Spostandosi vero est si trovano gli altopiani alti da 1.000 a 2.000 presenti in diverse provincie (Mongolia, Shannxi, Gansu, Yunnan e Guizhou) e infine le pianure orientali, che raramente superano i 100 metri. Grande estensione hanno le coste, con una lunghezza di circa 18.000 km. In gran parte sabbiose quelle a nord, mentre rocciose le meridionali, si affacciano su 5.000 isole, la maggior parte delle quali situate nella parte sud del Mar Cinese. La più grande di esse - secondo l'opinione cinese - é Taiwan, ma gli abitanti del luogo la pensano diversamente... Se si parla della Cina NON si possono tralasciare i suoi fiumi che, nel bene o nel male hanno influito così tanto nella vita degli abitanti. Tra i 50.000 fiumi che solcano il territorio cinese, i più importanti e rinomati sono lo yuangtze (5.800 km.), lo Huang He (da noi noto come Fiume Giallo, lungo 5.464 km.), l'Heilong Jiang (lunghezza 2.965; noto in Occidente come Amur, é stato scenario negli anni '60 di scontri molto violenti fra gli allora sovietici e i cinesi) e il Zhu Jiang (Fiume delle Perle, di 2.129 km.) Per rimanere in tema, un piccolo consiglio: se avete intenzione di vedere lo spettacolo delle 3 Gole lungo il corso dello yuangtze, fareste bene a sbrigarvi, perché i lavori sulla Diga delle 3 Gole procedono spediti. La Cina é talmente grande che enumera al suo interno ogni genere di clima vi possa venire in mente. Dal sud, con l'isola di Hainan e il suo clima sub-tropicale, al freddo Tibet, da Beijing (che sebbene sia alla stessa latitudine di Napoli presenta un clima come nel nord Italia) al caldo umido di Shanghai. E parto proprio da questa città - la prima che ho visitato - per raccontarvi del clima che ho beccato: un CALDO e UMIDO incredibili e inaspettati fino a Guilin! Le guide mi hanno spiegato che era un'ondata di caldo anomala ma ciò non toglie che ho sbagliato l'abbigliamento in valigia (come successo anche per i miei compagni di vaggio, chi più chi meno). Le temperature oscillavano sempre sui 26/27 gradi, con punte anche di 30; non ho dati sul tasso di umidità ma credetemi: era alto. Vi consiglio caldamente di guardare la relativa sezione meteo di Yahoo: sebbene prima di partire indicasse le temperature che vi ho citato, non ho voluto crederci, ma ho scoperto a mie spese che Yahoo ci azzecca! Solo a Xi'an e Beijing, quindi le ultime 2 località, il clima é stato quello che si aspetta a metà Ottobre. L'abbigliamento da prendere dietro quindi deve spaziare dalla maglietta e pantaloncini corti alla felpa, camicia a maniche lunghe e un capo che blocchi l'aria (a Badaling, sulla Grande Muraglia c'era un vento che ti portava via). Non portatevi dietro scarponcini in gore-tex, fatevi un favore: bastano un paio di normali scarpe da ginnastica. L'unico mezzo che si può prendere in considerazione per arrivare in Cina è l'aereo (volendo potete arrivarci via terra attraverso tutta l'Asia, ma non credo sia il caso). Dovendo sorbirsi 9 ore e mezzo di viaggio, il viaggiatore accorto si porterà dietro libri e/o Settimana Enigmistica. Il tour di Mistral che ho prenotato - Mosaico Cinese - mi piaceva anche per quanto riguardava le tratte aeree: volo diretto con Lufthansa da Francoforte a Shanghai (dove sarebbero cominciate le visite). Ho quindi aggiunto la tratta europea da Bologna a Francoforte. Anche il ritorno era molto diretto, senza troppi cambi di aereo (e quindi le probabilità di ritrovare la valigia aumentavano): Beijing - Francoforte e poi Francoforte - Bologna, sempre con la beneamata Lufthansa. Non é stato difficile trovare un tour operator che avesse tra le sue mete anche la Cina; si può anzi dire che c'é l'imbarazzo della scelta: Mistral, Chinasia, e I Viaggi dell'Elefante. La scelta é stata difficile proprio per l'abbondanza delle proposte (solo il catagolo di Mistral ha 14 diversi tour, ognuno con tante date di partenza diverse), ma grazie ad una generosa botta di... fortuna, ho scelto un tour che ha raggiunto il n° minimo di partecipanti, garantendo la partenza di gruppo e quindi un costo inferiore. Le formalità burocratiche sono qualcosa di veramente seccante: per entrare in Cina é necessario avere il visto (oltre al passaporto valido per almeno 6 mesi dopo la data di ingresso nel paese, ovviamente). Ma come, io sono un turista che immette i miei sudati soldi nell'economia cinese, mi dovresti stendere il tappeto rosso all'uscita dall'aereo... e come mi ripaghi? IL VISTO??? Lasciamo da parte un attimo i miei sfoghi: per ottenerlo basta che vi rivolgiate all'agenzia di viaggi che vi organizza il soggiorno l'aggiù. Se invece siete viaggiatori fai-da-te (sadomasochisti, aggiungerei) anche per le pratiche di ingresso, dovete presentarvi personalmente alla sede consolare di Roma o Milano per compilare il relativo modulo. Dovete portare con voi il passaporto, una fotografia e la conferma della prenotazione alberghiera in Cina. Il visto turistico é valido per 3 mesi a partire dalla data del rilascio e dura 1 mese. Al momento di registrarvi in albergo, generalmente troverete nel modulo da compilare la domanda relativa al tipo di visto in possesso. La risposta la trovate sul visto, appunto, e può essere una delle seguenti categorie: - L turismo - F affari - D residenza - G transito - X studio - Z lavoro - C steward Se invece viaggiate in gruppo, l'agenzia preparerà il visto collettivo (costo 45 euro), che sarà conservato da uno dei vostri compagni di viaggio (sperando che la persona in questione non sia disordinata e che non lo perda...). Una sua gradevole caratteristica é quella di esimervi dal compilare i 2 formulari di ingresso che vi verranno distribuiti durante la tratta intercontinentale. Non so se invece vadano compilati nel caso abbiate il visto individuale. In ogni caso non sono niente di che: il primo si sofferma a chiedervi se avete qualche malattia (sì, come no: ho la febbre emorragica e sono ben contento di divulgare questa informazione), il secondo vi chiede da dove venite, dove vi fermerete.... le solite cose. L'ultimo aspetto positivo - in ordine cronologico - del visto collettivo emerge all'aeroporto di Beijing, in partenza verso l'Italia: la fila verso il controllo dei "Group visa" é generalmente molto più corta delle altre, il che può farvi arrivare alle poltrone di attesa nel vostro gate quando sono ancora libere! Ho pensato di dedicare uno spazio apposito per le tematiche relative alla sicurezza. La presenza della polizia per le strade é meno pressante di quanto si possa pensare (eccetto a Beijing), ma in senso generale si può certamente dire che non ci sono grossi problemi di criminalità, almeno nei confronti di noi turisti. Gli "occhi tondi" sono ancora visti come una micidiale fonte di guai, ma questo atteggiamento potrebbe cambiare ben presto con l'aumento esponenziale del turismo occidentale. E' comunque buona norma prestare molta attentenzione al portafoglio/documenti. Questi ultimi andrebbero sempre lasciati nella safety-box della camera (quando non c'é, usate quella alla reception), mentre zaini e marsupi andrebbero spostati sul davanti, specie quando siete nel mezzo di grandi folle. Se viaggiate in gruppo, potete tranquillamente lasciare le cose superflue sul pullman: quando l'autista si allontana, viene sempre chiuso. Fate attenzione ai venditori ambulanti all'entrata del complesso di edifici dell'Esercito di Terracotta: hanno delle facce... Del personale degli alberghi (almeno, di quelli dove abbiamo alloggiato noi) ci si può senza dubbio fidare; la sicurezza interna é garantita da uno stuolo di guardie private all'esterno della hall (che a Shanghai scambiammo per poliziotti!) e da ronde ai piani. A Beijing é stata proprio una guardia ai piani ad aiutarmi nell'aprire la porta della camera, dato che mi ero incasinato con la card a microchip. E' giusto parlare anche della polizia, che ufficialmente si chiama PSB (Public Security Bureau). Sa essere molto visibile - con uniformi che assomigliano tantissimo a quelle dell'esercito, almeno ai nostri occhi inesperti - oppure discreta: é noto che in Piazza Tiananmen ci sono un SACCO di poliziotti in borghese. Se qualcuno vi lancia delle occhiatacce (come successo a me quando stavo fotografando di sera il faccione di Mao) é probabile ne abbiate incontrato uno. E' difficile avere dei guai dal PSB, a meno di non darsi da fare sul piano politico: non é una grande idea andare in Piazza Tiananmen con un cartello scritto in cinese inneggiante alla democrazia, libertà di espressione ecc. ecc. Per quanto altamente improbabile durante la vacanza, anche maneggiare droga di qualsiasi genere getta il cerebroleso turista in un oceano di ....: la Cina non ha ancora dimenticato le Guerre dell'Oppio e non é igienico visitare le prigioni locali. Se proprio vi mettete nei guai, il PSB potrebbe limitarsi a farvi firmare una dichiarazione di colpevolezza e a comminarvi una multa: approfittatene SUBITO. La valuta corrente é lo yuan, che nel linguaggio parlato può essere sostituito da kuai o kuaiqian. In realtà il nome ufficiale é Renminbi (RMB), cioé "moneta del popolo", ma questa definizione non la usa nessuno (se i cinesi non infilano dappertutto la parola "popolo" non sono contenti). Non capisco come mai, il relativo simbolo in caratteri romani é lo stesso dello yen giaponese (complesso d'inferiorità?). Dieci jiao (in cinese pronunciato mao) formano uno yuan, e 10 fen formano un mao. Siccome i fen non valgono nulla, sono diventati rari. Le banconote sono del valore di 1 (davanti e retro), 2, 5, 10 (davanti e retro), 50 e 100 yuan. Per quanto riguarda i jiao, so per certo che esiste la banconota da 2 (quindi, 2 decimi di yuan: davanti e retro), dato che l'ho riportata a casa! Le monete sono del valore di uno yuan, 5 jiao (di colore dorato) e 1 jiao (di 2 tipi: uno grande e l'altro più piccolo e leggerissimo) e 1, 2 e 5 fen. Non é possibile partire dall'Italia già con yuan, quindi ve ne dovete dotare sul posto. Non c'é alcun problema per cambiare euro o dollari negli alberghi dove alloggerete e, a meno di una clamorosa svista, non ci sono commissioni trattenute. Noterete che il cambio varierà, ma il tasso é dettato dalla Banca centrale cinese, che segue l'andamento valutario internazionale. Per ricambiare yuan in euro o dollari dovete rivolgervi alla Banca centrale cinese o, più verosimilmente, allo sportello di cambio dell'aeroporto di Beijing. In teoria dovreste presentare la ricevuta di cambio che vi é stata rilasciata dall'albergo ma in pratica non ci sono problemi (conservatela comunque, non si sa mai). Prestate attenzione: cambiate tutto fuorché 90 yuan per le tasse d'imbarco e muovetevi con largo anticipo, perché é probabile vi tocchi fare una fila mostruosa. Le carte di credito principalmente accettate sono: Visa, Diners Club, MasterCard, American Express e JCB. I traveller's cheque in yen o dollari USA sono facili da cambiare in denaro contante presso le banche o negli alberghi (ad un tasso di cambio migliore rispetto ai contanti). Per fare compere nei negozi che hanno frequenti contatti coi turisti non avrete problemi ad usare il "denaro di plastica" ma non pensate neppure di usare la carta di credito nelle bancarelle! Se siete davvero paranoici potete controllare che la ricevuta di pagamento con carta di credito mostri l'importo in yuan e NON in dollari (o un'altra valuta forte) ma se fate compere in negozi "normali" la truffa non dovrebbe succedere. Per il poco che ho visto, la rete stradale interna é semplicemente pietosa. Le distanze fra le mete del mio tour erano oltretutto proibitive anche per un paese "normale", quindi il treno e l'aereo l'hanno fatta da padrone. Nonostante i timori di trovarmi davanti vetusti Tupolev tenuti assieme dall'onnipresente sputo, ho avuto la gradevole sorpresa di viaggiare con Boeing 737, 757 e un fighissimo Airbus A320-200 dotato di un sacco di monitor a cristalli liquidi! Anche gli aeroporti sono più che passabili, tutto considerato (certo, a Guilin le annotazioni riguardanti i voli erano fatte con un pennarello ad alcool su una lavagna - per di più tutto era scritto solo in cinese - ma sono solo dettagli...). Gli aeroporti cinesi funzionano come qualsiasi altro aeroporto occidentale, quindi se come il sottoscritto avete letto che é obbligatorio chiudere a chiave anche il bagaglio a mano non vi preoccupate: é una PALLA gigantesca. Le compagnie che utilizzerete nei voli interni sono presumibilmente le stesse del mio viaggio: Shanghai Airlines, China Northwest Airlines e China Southern Airlines. Sebbene tutte di alto livello, mi ha favorevolmente impressionato la Shanghai Airlines (e NON solo per la bellezza delle assistenti di volo!). Pensate che dopo la spiegazione delle procedure di sicurezza, le assistenti si sono inchinate all'unisono verso noi passeggeri! A parte gli scherzi, era evidente che il personale era molto abituato a trattare con occidentali. Il cibo a bordo é in linea con lo standard mondiale, anche se la presenza dell'onnipresente riso potrebbe far insorgere qualche reazione inconsulta a coloro che non ne possono più di mangiarlo! Piuttosto, c'é da spendere qualche soldino per le tasse di imbarco: per i voli interni sono 50 yuan, mentre per gli intercontinentali si sale fino a 90. Si paga prima di passare il controllo di sicurezza, e generalmente lo sportello é vicino al banco del check-in. A Shanghai viene rilasciata una specie di card come quella di Osaka (vedi pagina) che dovete infilare in una macchina che - manco a dirlo - sembra tirata fuori di peso dalla metropolitana di Tokyo: ad una estremità infilate la card e dall'altra l'addetto vi rilascia la ricevuta. Questo foglietto, assieme al biglietto e passaporto deve essere mostrata al controllo di sicurezza. Negli aeroporti un po' più fuori mano, invece, la ricevuta ha una parte staccabile che viene strappata all'atto del controllo. Particolare un poco seccante é l'estrema sensibilità del metal detector: é facile che suoni anche con una infinitesima quantità di metallo, facendovi sottoporre al giro col metal detector portatile. E' possibile (e i miei compagni di viaggio potranno confermarvelo) che gli addetti alla sicurezza vi faranno aprire il bagaglio a mano senza apparente motivo, se non forse quello di essere occidentali... Una volta passati attraverso queste forche caudine, trovate più o meno tutto quello che c'é di solito negli aeroporti: negozi duty-free (a prezzi però più alti che per strada!), telefoni per fare uno squillo a casa, aree fumatori per sfogarsi un po' prima di partire, ecc, ecc. Un piccolo inciso: gli annunci vengono fatto in un inglese perfetto, quindi nessun problema. Io che odio gli aeroporti sono stato "stranamente" bene in quelli cinesi perché, a parte Shanghai e Beijing, sono transitato in strutture piccole, quindi in un certo senso più a misura d'uomo. I treni. Sebbene me ne sia servito 2 volte (da Shanghai a Hangzhou e da lì a Suzhou) posso dare scarne informazioni, perché la guida ci ha guidato - scusate il gioco di parole - per tutto il tempo, facendoci trovare la "pappa pronta". In senso generale i posti sui treni cinesi si dividono in 2 categorie: sedile (e letto, nel caso di vagoni-cuccetta) duro e sedile/cuccetta morbido. Questi ultimi sono numerati, soggetti a prenotazione, più costosi ma vi garantiscono condizioni di viaggio "umane". Tra i sedili c'é il tappeto, i passeggeri non fanno troppo rumore (anche se possono indulgere in pranzi dall'aspetto non proprio invitante - come può confermare un mio compagno di viaggio!). Per farla breve: le carrozze sono paragonabili a quelle dei nostri treni di dieci anni fa. Discorso completamente diverso per i "sedili duri": essendo i soli abbordabili per la grande maggioranza della gente, le carrozze di questa classe sono incredibilmente affollate, rumore, piene di fumo e sporche (non dimenticatevi gli sputi). Per quanto la cosa possa apparire improbabile, in ogni caso i treni sono puntuali, anche se la velocità di crociera non é eccessiva (forse 80-90 km/h). La cosa é positiva perché vi permette di vedere con tutta calma il panorama circostante. Io ero convinto che si potessero aprire i finestrini, ma almeno nelle carrozze coi sedili morbidi ciò non é possibile: il riflesso sul vetro - e la sua sporcizia - renderanno quasi impossibile scattare foto o eseguire riprese video. Viaggiare nei sedili morbidi ha anche altri vantaggi: c'é una sala d'aspetto riservata, con bar, snack e anche negozi (non ho controllato i prezzi della merce, ma dubito che siano più bassi che altrove). Sono dotate di poltrone molto comode - non é raro vedere molte bocche a forma di O di viaggiatori che sono crollati dalla fatica -, dispongono di un display bi-lingue che mostra le partenze, ma all'entrata hanno una macchina ai raggi-x come in aeroporto! Non c'é il metal detector ma un cartello scritto in inglese che invita gentilmente i passeggeri a permettere di ispezionare il bagaglio a mano, ma c'é un modo per evitare tutto ciò: entrare a razzo! A Shanghai sono entrato in stazione quasi correndo e ho - seppur involontariamente - evitato di far passare le pellicole ai raggi-x. La sala d'attesa per i sedili duri l'ho intravista solo una volta (sempre a Shanghai) e non ho creduto ai miei occhi per via dell'affollamento che c'era. Come del resto in Italia, il treno permette di apprezzare in santa pace il paesaggio circostante, ma io che volevo scattare foto della campagna cinese sono rimasto "fregato": ero convinto che i finestrini si aprissero ma così non é stato! Nelle carrozze di 1° classe, infatti, manca una qualsiasi apertura e scattare foto in movimento attraverso il vetro non proprio lindo mi é parsa un'idiozia (sarebbe sconsigliabile anche nel caso fosse pulito). Non so se nelle carrozze coi sedili duri i finestrini possano essere tirati giù, ma dubito vogliate provare! Non é possibile portarsi dietro la valigia nello scompartimento (per ovvi motivi di spazio): nel mio tour la prassi era di lasciarla fuori la sera tardi, per farla caricare sulla carrozza bagagli dello stesso convoglio (se era disponibile) o sulla carrozza di un convoglio successivo. Nessuno del mio gruppo ha mai avuto problemi di nessun genere a riguardo, quindi neppure voi dovreste preoccuparvi. | |||