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Lingua

   La leggenda vuole che la scrittura sarebbe nata dall'osservazione delle orme di alcuni uccelli fatta da un ministro del mitico Imperatore Giallo. I reperti archeologici, invece, fanno risalire al Neolitico i progenitori dei caratteri cinesi, incisi su alcune terracotte: la scrittura avrebbe quindi circa 7.000 anni.

   Durante la Dinastia Shang il sistema di scrittura era già sviluppato e fondava la sua essenza su un complesso processo ideografico e fonetico. Nel corso dei secoli questo sistema di scrittura portò alla creazione di uno sterminato numero di caratteri. Per molto tempo, unico elemento di unificazione del paese, il cinese letterario (Wenyan) fu la lingua nella quale scrivere tutti i testi classici e i documenti ufficiali dalla Dinastia Han in poi. Dall'epoca della Dinastia Song, al Weynan si affiancò una lingua più "popolare", il Baihua, con la quale si poterono diffondere al "grande" pubblico le maggiori produzioni narrative e teatrali.

   La forma grafica dei caratteri può essere classificata in:
- grafia dei sigilli (Zhuan Shu), risalente al 9° secolo a.C.
- grafia degli scribi (Li Shu), risalente alla Dinastia Qin
- grafia regolare (Kai Shu), risalente agli Han orientali e arrivata fino ai nostri giorni
In ogni caso, per favorire l'alfabetizzazione fu deciso nel 1956 di semplificare molti caratteri, stabilendo regole per usare meno tratti. Nel 1964 vennero pubblicati 2238 segni semplificati e nel 1977 altri 853 (anche se quest'ultima semplificazione rimase in vigore solo un anno). Non tutti i cinesi del mondo hanno però adottato questa serie di caratteri "semplici": a Taiwan, Singapore e Hong Kong sono rimasti in vigore i vecchi ideogrammi (non che per noi occidentali faccia alcuna differenza).

   Il numero totale degli ideogrammi si aggira attorno ai 30.000 ma, a parte alcuni eruditi, la popolazione "normale" non li conosce tutti. Una grossolana stima quantifica più o meno intorno ai 7.000 gli ideogrammi che una persona istruita dovrebbe conoscere. Per leggere un quotidiano ne bastano "solo" 2.000. Essendo stata usata come base comune, il cinese presenta molte analogie col giapponese e di conseguenza molti ideogrammi si scrivono nello stesso modo. Perfino io mi sono accorto che i simboli per "entrata", "uscita" e i punti cardinali sono uguali. A complicare un po' le cose é la pronuncia: si é evoluta seguendo strade differenti, ovviamente, così adesso c'è la quasi paradossale situazione che un cinese ed un giapponese possono scriversi senza troppi problemi ma non riescono a capirsi quando parlano tra di loro!



   La lingua parlata é il Putonghua (lingua comune), basata sulla pronuncia e struttura del dialetto del nord. Per "favorire" la sua semplicità, si possono trovare 4 diverse tonalità, più una quinta neutra. La trascrizione in caratteri latini del Putonghua segue le regole stabilite in Cina nel 1958 (e adottate dall'ONU nel 1979) col sistema Pinyin Zimu, ovvero "alfabeto per la trascrizione fonetica". Nonostante siano passati molti anni dalla loro promulgazione, le regole del Pinyin sono ancora oggetto di qualche dibattito, come questo: i più recenti studi cinesi suggeriscono di chiamare la Porta della Pace Celeste Tian'an Men (Men significa appunto porta), mentre l'occidentalizzazione Tian'anmen indicherebbe il nome proprio della piazza.

   Come del resto in ogni parte del mondo, ad affiancare la lingua ufficiale ci sono molti dialetti, specie in una nazione come la Cina nel cui interno ci sono una 50ina di etnie diverse. Come già accennato, il più diffuso e importante é quello del nord, parlato da circa il 72% della popolazione. Oltre ad esso, gli altri dialetti più diffusi sono 7:
- Yue, o cantonese: usato al Sud dal 5% dei cinesi
- Wu, parlato nell'area di Shanghai, dello Jiangsu meridionale e del Zhejiang dall'8% della popolazione
- Kejia, usato principalmente nel Guandong centro-settentrionale, nel Fujian e a Taiwan
- Gan, parlato nello Jiangxi dal 2,4% della popolazione
- Xiang, usato dal 5% della popolazione, nel territorio dell'Hunan
- Min settentrionale, ovvero usato nel Fujian settentrionale e a Taiwan
- Min meridionale, parlato nel Fujian del sud, a Taiwan, nell'isola di Hainan e parte del Guandong (in totale, i 2 dialetti Min interessano il 4% della popolazione)
Al pari di quello che succede da noi, se un cinese parla solo il proprio dialetto, gli é praticamente impossibile farsi capire da coloro che invece ne parlano un altro.



   Il maggiore problema per noi occidentali nel parlare cinese é dato dalla grafia in pinyin completamente differente dalla pronuncia! Anche avendo sotto mano un breviario con parole o frasi di uso comune - che riporto più oltre - c'é sempre l'incredibile scoglio della vocalizzazione. Tentare di svicolare il problema parlando inglese - o un'altra lingua europea - non sortirà alcun effetto perché l'inglese é parlato ancora di meno che in Giappone.

   Tutto sommato, le vocali sono abbastanza facili, specie se comparate con le consonanti! Se leggendo le regole vi sopraggiunge il mal di testa, non vi preoccupate perché é perfettamente normale:
- e: come nel francese "je"
- ei: come in italiano, ma con la i molto breve
- ian: come nel francese "mien"
- ou: come nell'inglese "boat"
- ui: come nell'inglese "way"
- uo: la o va semiaperta, come in "scuola"
- yu: come la u nella parola francese "union"

- c: come la z in "pizza"
- ch: come la c di "ceci" ma con la lingua retroflessa
- h: aspirata come in inglese
- q: come la c dolce in "ceci"
- r: come la j nel francese "je"
- sh: come la sc di "scena" ma con la lingua retroflessa
- x: come la sc di "scena"
- z: come z di "zero"
- zh: come la prima g di "giungno" ma con la lingua retroflessa

   E ora é la volta di alcune "semplici" parole di uso comune (nella maggior parte dei casi farete molto più in fretta a mostrare la parola - meglio se scritta anche in ideogrammi - alla persona a cui vi state rivolgendo):
- salve: nî hâo (i 2 accenti andrebbero all'insù ma non esistono nella "mappa caratteri")
- arrivederci: zàijiàn
- grazie: xièxie
- prego: búkeqi
- gabinetto: cèsuô
- capisce?: dông ma?
- quanto costa?: duoshâo qián?
- albergo: lûguân
- francobolli: yóupiào
- cartolina: míngxìnpiàn
- telefono: diànhuà
- mi sono perso: wô mílùle
- taxi: chuzu che
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