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Nonostante non mi piaccia il momento della partenza dall'Italia (e gli aeroporti non li sopporto proprio), il 30 Settembre mi ha visto molto più tranquillo del solito: sarei decollato conoscendo già i miei compagni di viaggio. Certo, dai documenti della Mistral sapevo che il visto collettivo era in possesso di una persona in partenza proprio da Bologna, ma ciò non mi ha impedito di sbirciare costantemente le valigie che vedevo passare in cerca del cartellino col logo Mistral! Il momento dell'incontro é stato mentre ero in fila per fare il biglietto per Francoforte e Shanghai: Claudio & Silvia e Monica & Gianluca, ambedue le coppie in viaggio di nozze! In un primo tempo sembrava che le altre 2 persone scritte nel visto avessero mancato l'imbarco, ma in seguito abbiamo scoperto che così non era. A tale proposito: la partenza alla volta di Shanghai é stata" un poco" incasinata! Siamo arrivati a Francoforte con mezz'ora di ritardo - tutta colpa di Bologna - ma io ero convinto che il gate del volo intercontinentale fosse rimasto lo stesso. Non capivo quindi perché Claudio & Silvia si erano messi a correre freneticamente. Una volta arrivato al gate B25 (già per conto suo lontanissimo dal cancello di arrivo)... PANICO! Alla faccia della teutonica efficienza, un cartello scritto a biro indicava come B46 la mia nuova destinazione. Essendo dotato di scarponi in gore-tex, sono arrivato a quel cancello con mezzo metro di lingua fuori. Giusto in tempo per trovare Nicola & Paola tranquillamente seduti - la 3° coppia "mancante", arrivati con un altro volo, anche loro appena sposati! -, intenti a chiaccherare con gli altri 4. Abbiamo avuto modo di conoscerci un po' prima di salire a bordo del 747-400 che ci avrebbe portato in Cina, un volo intercontinentale che é stato decisamente piacevole: buon cibo, il mio posto dava sul corridoio, assistenti di volo simpatiche e finalmente qualche italiano con cui scambiare 4 chiacchere. L'arrivo all'aeroporto di Shanghai (si pronuncia con la 'g' quasi assente) il 1 Ottobre si é svolto senza problemi, favorito dal fatto che non c'era alcun affollamento ai controlli di sicurezza - probabilmente il nostro era il solo volo internazionale giunto in quel momento. Anche al ritiro bagagli é andato tutto bene, sebbene fossimo un po' preoccupati: essendo arrivati in ritardo a Francoforte avevamo paura del mancato trasferimento dei bagagli sul 747. Un altro momento di tensione é stato quando siamo usciti nella hall degli arrivi senza trovare nessuno! Qualche minuto speso in vane ricerche, poi é giunta una giovane ragazza che ci avrebbe fatto da guida: Zeng. Durante il viaggio verso il centro (durato circa un'ora), Zeng ci ha parlato di Shanghai, dandomi subito una buona impressione: la trovavo simpatica, con una buona padronanza dell'italiano (una delle lingue più difficili in assoluto). Un impatto positivo, rafforzato dal fatto che ci avrebbe seguito per tutta la permanenza in Cina. Una volta entrati a Shanghai me ne sono innamorato subito! Grattacieli smisurati ma anche molto belli; cantieri per costruirne altri, fitti come funghi; incroci giganteschi di sopraelevate ogni 200 metri... mi sembrava di essere tornato a Tokyo! Una volta giunti in albergo (il Jing Jian Tower, semplicemente spaziale) per registrarci, abbiamo avuto qualche minuto per rifocillarci, poi subito in centro per il pranzo e una prima visita. In realtà, da programma avremmo avuto il pomeriggio a disposizione ma non essendo stanco - stranamente - per me é stato indifferente. Il Tempio del Buddha di Giada (Yufo Si) é il più importante di Shanghai. Recintato da un muro di colore giallo, fu costruito verso la fine della Dinastia Qin per ospitare 2 grandi statue ricavate da singoli blocchi di giada bianca portate dalla Birmania nel 1882. Oltre a diverse statue del Buddha (sia costruite in legno "semplice" che rivestite di oro), il clou del Tempio é alloggiato al primo piano: le 2 statue di cui sopra sono ospitate in altrettante stanze dove é purtroppo proibito scattare foto. Le 2 statue raffigurano il Buddha disteso che entra nel Nirvana e il Buddha seduto. Specie quest'ultima é molto impressionante: é alta 2 metri, tempestata di pietre preziose e pesa circa una tonnellata. Approfitto di queste prime immagini per spiegarvi la mia mutata filosofia in merito: nelle pagine relative alle altre vacanze mi dilungavo in descrizioni - spesso superflue - che spiegavano le foto. Da ora in poi mi limiterò a citare gli scatti più "strani", o che effettivamente necessitano qualche riga di commento. E' il caso della foto 9, ovvero una strana veduta dall'interno del Tempio, che mostra bene come a Shanghai il vecchio conviva col nuovo.
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9 ![]() Dopo la visita siamo ritornati in albergo su base più permanente, anche perché il caldo umido che avevamo trovato (e che mi aveva preso completamente alla sprovvista, facendomi sbagliare l'abbigliamento messo in valigia) ci stava stancando. Dopo aver fatto la classica telefonata a casa e una doccia, ho approfittato del tempo libero per camminare un po' (la foto n° 10 l'ho scattata nelle vicinanze dell'albergo: una zona tranquilla, anche dal punto di vista del traffico). L'albergo non ha mancato di stupirci anche in occasione della cena: ristorante girevole (il più grande dell'intera Cina) posto al 49° e ultimo piano! Il che ci ha garantito - oltre che un ottimo buffet occidentale - la vista su Shanghai illuminata a giorno! ![]() Top Nonostante fossimo reduci dalla tratta aerea interncontinentale, non abbiamo fatto il chilo, tutt'altro. Mappa alla mano, noi uomini (e donne!) veri abbiamo intrapreso una lunga camminata verso la Piazza del Popolo, addentrandoci nella giungla d'asfalto piena di insidie e di pericoli: potevano essere investiti in uno dei 300 mega-incroci attraversati opure... essere presi a martellate dagli "indigeni" facinorosi!! Mi spiego: mentre ci avvicinavamo alla nostra meta - fortunatamente le aree chiuse al traffico si ingrandivano sempre più - abbiamo cominciato a notare una moltitudine di gente "armata" con clave, martelli e mazze di varia foggia e dimensioni, tutte accumunate dal fatto di essere gonfiabili. Per testare la bontà del loro acquisto, i cinesi si menavano allegramente come dei fabbri, sia mirando al bersaglio grosso che cercando la testa: una sorta di versione festaiola del film "Guerrieri della Notte"! Essendo stranieri eravamo più o meno considerati "neutrali", anche se mi é arrivata una clavata in testa: quando mi sono girato non ho visto chi era stato perché la FOLLA aveva inghiottito l'"assalitore" (mi sono dimenticato di dire che c'era TUTTA Shanghai per le strade: tanta gente in Cina??! Ma dài!). Spero almeno sia stata una bella assalitrice! Mentre avanzavamo ci rendevamo conto che molta gente stava andando nella direzione opposta, quindi qualsiasi festa ci fosse stata, era già finita. Raggiunta infatti la piazza, la folla presente era relativamente piccola, comunque sempre intenta a picchiarsi gioiosamente, questa volta nel mezzo di una specie di fontana! Già che eravamo arrivati fino lì, abbiamo deciso di fare comunque una passeggiata per le vie adiacenti e lo spettacolo dei palazzi super illuminati ha ripagato lo sforzo e il caldo patiti. Non avevo preso dietro la macchina fotografica perché credevo di non riuscire a fare neppure uno scatto, ma mi sono dovuto mangiare le mani dal rimorso: il Teatro e lo Urban Planning Exhibition Hall erano semplicemente stupendi e fotografabili senza alcun problema. Quindi, se vi capiterà l'occasione, portatevi dietro la macchina. E mandatemi la foto scannerizzata, vi prego! Sia all'andata che al ritorno ci siamo resi conto di come gli orari dei negozi fossero molto più lunghi dei nostri: ne abbiamo approfittato per comprare bottigliette d'acqua in un micro-supermarket ad un prezzo bassissimo rispetto, ad esempio, ai negozi dentro l'albergo (bella scoperta). Sebbene la mappa sia stata consultata di frequente, é stato per una questione di ulteriore sicurezza, dato che la pianta delle vie (più o meno ad angolo retto) e i tantissimi palazzi illuminati ci hanno guidato senza problemi. Specie uno, da me chiamato "il palazzo psichedelico" per l'illuminazione pensata chiaramente da una persona che fa abuso di stupefacenti, é stato il faro - nel vero senso della parola - della passeggiata. Di notte, l'impressione di opulenza é stata ancora più marcata che di giorno; doveva essere così Tokyo negli anni del boom economico. Sembra che gli abitanti di Shanghai - e i cinesi in genere - vogliano a tutti i costi affermare questo concetto: "Abbiamo i materiali, abbiamo la manodopera e abbiamo i SOLDI per costruire gli edifici più spettacolari possibili!". D'altro canto, fino a 20 anni fa la Cina era principalmente un paese agricolo e povero: l'apertura al capitalismo, e alle "facili" opportunità di guadagno, ha lasciato i cinesi ancora "ubriachi di ricchezza". Questo giro di soldi di proporzioni ciclopiche, questi nuovi arricchiti che fino al giorno prima erano persone comuni, ha naturalmente il suo lato oscuro: il boom edilizio fa abbattere migliaia di abitazioni tradizionali (i cui proprietari vengono indennizzati il più delle volte con una misera somma di denaro; riempita di mazzette, la polizia chiude tutti e due gli occhi sulle frequenti intimidazioni da parte delle ditte costruttrici per far sloggiare i vecchi proprietari); le campagne si spopolano perché i contadini vedono la possibilità di facili e migliori guadagni (ma con 4/5 milioni di immigrati in città, le ditte costruttrici posso permettersi salari bassissimi, nessun giorno di riposo settimanale e nessun contratto scritto perché l'offerta di manodopera é comunque superiore alla richiesta). Non parliamo ovviamente della corruzione rampante tra i funzionari pubblici e l'abisso sempre crescente tra i ricchi e i poveri: insomma, tutti i lati negativi del capitalismo senza i benefici che il comunismo - ufficialmente ancora in vigore - dovrebbe avere. Dopo aver fatto colazione e aver visto Shanghai dall'alto, il 2 Ottobre é cominciato con una breve passeggiata nel quartiere vecchio (foto 11 e 12; molti edifici sono comunque restaurati, quindi di "vecchio" c'é ben poco), prima di visitare il gigantesco e bello Giardino del Mandarino Yu (Yu Yuan). Fatto costruire al geniale architetto Zhang Nanyang da Pan Yu nel XVI secolo, é paragonato ai più celebrati, ma non per questo più belli, giardini di Suzhou. Copre 2 ettari e al suo interno vi sono tutti gli elementi che dovrebbero comparire nel giardino di un letterato: rocce dalle forme fantastiche, un corso d'acqua, uno stagno e vari padiglioni (in questo caso, ben 30). Ovviamente l'intero complesso di edifici é chiuso da un muro, sul quale si snoda un lungo drago (goto n° 18). Tra gli edifici più importanti, vanno sicuramente citati la Sala dei Nove Leoni, il Padiglione dei Diecimila Fiori e la Casa da Te in Mezzo al Lago (al centro della foto n° 15). E' collegata alla terraferma da un ponte a zig-zag, che prende l'ovvio nome di Ponte dalle Nove curve. Questi camminatoi si trovano in praticamente tutti i giardini cinesi: dovendo sfruttare al massimo lo spazio a disposizione, un ponte contorto garantiva un tempo di percorrenza più lungo, dando l'impressione di maggiore vastità del giardino stesso. Inoltre, si credeva che gli spiriti maligni potessero camminare solo in linea retta, quindi La Casa da Te sarebbe stata protetta dalla loro influenza (!). La visita é stata però rovinata dall'onnipresente massa di gente, che ha reso difficile ogni nostro spostamento. Va anche detto che il tempo a nostra disposizone era limitato, sebbene avremmo finito le visite abbastanza presto nel pomeriggio (una costante fonte di malumore che non ci siamo mai spiegati: correre correre correre per poi tornare in albergo alle 15,30??).
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Dopo essere tornati in centro abbiamo deciso di rimandare il pranzo (erano le 11,30) per fare un giro nelle bancarelle, ma quella mezz'ora non ha portato a nessun acquisto degno di nota. Le cose sono cambiate dopo-pranzo, quanto c'é stata il giro nello store "ufficiale": tradizonalmente restìo a comprare souvenir, mi sono lasciato tentare da una palla di vetro - dipinta dall'interno! - raffigurante la Grande Muraglia! Il pomeriggio é continuato visitando un'industria tessile dedita alla produzione di articoli in seta. Anche in questo caso subdoravamo il successivo passaggio nel negozio interno, ma almeno le spiegazioni sul ciclo di vita dei bachi da seta e sul loro utilizzo sono state ampie, abbiamo potuto vedere diversi macchinari per la filatura della seta stessa e abbiamo anche assistito ad una dimostrazione di come venissero stampati i tessuti prima dell'avvento delle macchine (foto n° 21). Anche in questo caso mi sono lasciato tentare da una cravatta e da un foulard (per i miei genitori!!), venduti a prezzi decisamente abbordabili. ![]() 22
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Affrontando impavidamente il traffico pomeridiano, ci siamo poi spostati verso il Bund, ovvero la strada che costeggia la riva sinistra del fiume Huangpu. E' una zona molto bella e insolita, perché i palazzi che si affacciano sul fiume sono costruiti secondo i canoni occidentali degli anni 30. Risalgono all'epoca coloniale e tutto sommato é strano che il successivo governo comunista non li abbia fatti abbattere! Tra di essi si trovano l'ex-sede della Chartered Bank, della casa commerciale Jardine Matheson & Company, della Bank of Indo-China e di molte ambasciate delle allora potenze coloniali straniere. Come si può vedere dalla foto n° 23, se mi fossi girato verso quegli edifici per scattare delle foto avrrei avuto il sole in faccia, e quindi a malincuore ho potuto solo documentare la moltitudine di persone atraverso le quali arrancavamo faticosamente! La foto 22 mostra invece l'edificio di Shanghai forse più famoso in Occidente: la torre della televisione. E' costruita, così come gli edifici accanto, sulla riva opposta... mamma mia, Shanghai é TROPPO grande! Ci sarebbe voluta un'intera settimana per visitarla per bene ma saremmo partiti già l'indomani mattina! Finita la breve passeggiata per il Bund (breve anche per via della calca insopportabile) potevamo fare un giro anche per la Nanjing Road, la strada commerciale più famosa della città: abbiamo declinato sia perché eravamo un po' stanchi, sia perché appariva più come una compatta muraglia umana che come una via pedonale. Da programma, la cena era libera, e Zeng il giorno prima ci aveva informato della possibilità di sfruttare la serata per vedere il famoso Circo di Shanghai. Io ho declinato l'invito perché il circo non mi ha mai interessato, sebbene mi sia molto dispiaciuto per non essere stato assieme agli altri. A peggiorare il mio senso di colpa sono state le entusiaste descrizioni degli spettacoli che mi hanno fatto la mattina dopo. In ogni caso, anche la mia serata non é stata malvagia: dopo essermi riposato, ho camminato fino al "Gino Café", un ristorante italiano che Zeng mi aveva gentilmente indicato sulla cartina. Facile e vicino da raggiungere, mi ha offerto piatti molto buoni ad un prezzo contenuto. Una per tutte: gli spaghetti al pesto erano al dente...! Non mi sono attardato più di tanto perchè l'indomani mattina saremmo partiti in treno alla volta di Hangzhou alle 7,20: partenza dall'albergo alle 6,30 e colazione trangugiata alle 6! Sebbene ai miei compagni di viaggio non sia piaciuta per l'eccessiva modernità, Shanghai mi ha subito affascinato - forse l'ho fatto anche troppo capire! E' quindi con rammarico che mi sono addormentato, dopo aver visto per l'ultima volta l'incredibile spettacolo delle sue luci notturne. Proprio alla volta della stazione però, Shanghai m'ha offerto un'ultimo, simpatico spettacolo: la signora della foto 24 stava insegnando con molta grinta alle sue non più giovanissime allieve mosse del wushu, incurante dei rumori del traffico mattutino e del fatto che anche lei non fosse più una bambina!
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