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   Il primo impatto con Xi'an (pronunciato Scian) é stato culinario, più che altro. Durante il volo interno avevo saltato apposta la cena (incredibile ma vero, avevo preso 2 kg. dall'inizio della vacanza), quindi all'arrivo avevo una fame che mi sarei mangiato un cavallo di terracotta! Dopo esserci incontrati con la guida locale Hu, una simpatica signora, abbiamo fatto la solita ora di tragitto in minibus fino all'hotel, durante la quale ci é stata spiegata un po' di storia della città e della regione. Nella hall ci siamo salutati con Zeng che ci avrebbe momentaneamente lasciato soli per tutto l'indomani: essendo nata proprio a Xi'an voleva far visita ai genitori e siamo stati tutti ben lieti di "lasciarla" andare. Ma il ristorante mi richiamava coi profumi del suo buffet all'occidentale, che comprendeva tra l'altro spaghetti! Aaaah, pancia mia fatti capanna.

   Dato che la permanenza a Xi'an sarebbe stata solo di un giorno, abbiamo deciso di approfittare di ogni minuto a disposizione, dandoci appuntamento nella hall alle 7,30 di mattina dell'8: Hu ci aveva informati che in un parco vicino all'hotel si praticavano taiqi e ginnastica. Sfidando lo smog incredibilmente denso già a quell'ora e il relativo traffico, io, Gianluca, Silvia e Claudio siamo andati a vedere. E' stato molto bello - Gianluca ha pure fatto diverse riprese con la telecamera - ma non ho scattato nessuna foto per il mio solito imbarazzo in tali circostanze. Abbiamo anche goduto della temperatura, finalmente in linea col calendario!!

   L'alzataccia si sarebbe fatta sentire per tutta la giornata, se avessimo avuto anche un solo minuto libero! Ritornati all'albergo abbiamo appreso Hu si era sentita male durante la notte (le condizioni sono poi migliorate per l'intervento dell'agopuntura), ma era comunque presente nella hall con la guida sostitutiva che ci avrebbe seguito per la giornata. Xi'an é una delle poche città cinesi che ha conservato le mura, nel suo caso risalenti alla Dinastia Ming (costruite tra il 1374 e il 1378). Le dimensioni sono molto impressionanti (alte 12 metri; larghe alla sommità tra 12 a 14 metri e lunghe 12 km.) e ad ognuno dei 4 angoli c'é una torre di guardia (naturalmente, siamo saliti su una di esse). Lo spettacolo della città é però stato rovinato quasi in toto dallo smog/nebbia che non se ne voleva andare via.

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   Nemmeno il tempo si scendere dalle mura che siamo diretti a circa 5 km. a sud delle mura per vedere la Pagoda della Grande Oca Selvatica e il grande complesso di edifici che la attornia. Dalla forma alquanto massiccia, la Pagoda é a base quadrata, costruita di mattoni, e conta 7 piani per una altezza di 59,9 metri. Costruita nel 652 dall'Imperatore Gaozong, fu sopraelevata di altri 5 piani, aggiunti tra il 701 e il 705. I 2 terremoti del 1555 e 1563 ne fecero cadere 3 dei 5. Fu restaurata molte volte, così come gli edifici del monastero lì attorno; questi attualmente risalgono all'epoca Qing.

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   Abbiamo avuto abbastanza tempo per gironzolare attorno alla Pagoda, ma il complesso di edifici era talmente vasto che per gustarlo tutto ci sarebbe servita un'ulteriore ora... cosa non possibile perché ci attendeva l'ennesimo passaggio per compere, questa volta "a base" di giada. Non é stato troppo pesante da sopportare anche perché ho dato sfogo ai miei labili istinti di consumatore comprando una tigre nell'atto di ruggire. C'era il 40% di sconto sul prezzo di listino e me la sono cavata con 1.000 yuan tondi tondi. Il vero clou della giornata doveva ancora venire, dato che ci attendeva l'Esercito di Terracotta!

   La prima cosa da dire é questa: vi capiterà di legere che é severamente vietato scattare fotografie all'interno dei siti, ma NON é vero! Quantomeno da quest'anno, quindi affilate le macchine fotografiche perché lo spettacolo che vi riporterete a casa é assolutamente incredibile! La seconda é: diffidate dai venditori che stazionano all'ingresso perché hanno delle faccie da tagliagola come poche se ne vedono. Ricordatevi inoltre di conservare la card che vi verrà consegnata all'ingresso: serve per entrare nelle varie sale del complesso, anche se in effetti non so il perché! Se uno é entrato, é implicito che abbia pagato il biglietto....

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   Ci siamo diretti verso la Fossa n° 1 (e tutte le fotografie qui sopra si riferiscono proprio ad essa) dove ci si é aperto lo spettacolo di 14.620 mq. di puro splendore!! Sotto il ciclopico hangar - costruito per protezione contro gli agenti atmosferici - abbiamo ammirato 11 "trincee" parallele contenenti i soldati e cavalli in terracotta! Assieme alle Fosse 2 e 3, che avremmo visto dopo pranzo, questa costituiva il monumento funerario dell'Imperatore Qin Shihuang Di, fondatore della Dinastia Qing. Affetto da una evidente megalomania, appena prese il potere cominciò subito a pensare alla sua tomba (come tutti gli altri Imperatori, del resto): secondo lo storico Sima Qian "All'inizio del suo regno, Shihuang aveva fatto scavare e sistemare il monte Li... inviò a lavorarvi 700.000 operai; il suolo fu scavato fino all'acqua, vi si colò del bronzo e vi si portò il sarcofago. Furono trasportati palazzi, edifici amministrativi, meravigliosi utensili, gioielli ed oggetti rari che riempirono la sepoltura." Tutti gli operai che presero parte alla costruzione del sito funerario e dell'esercito furono uccisi per impedire che ne rivelassero l'ubicazione, così le cronache dello storico furono ritenute un mito per più di 2.000 anni.

   Fortunatamente nel 1974 un contadino, nell'atto di scavare un pozzo per irrigare il suo campo, scoprì qualcosa di insolito, e quel "qualcosa" si é rivelato lo spettacolo che oggi possiamo ammirare. Se il pozzo fosse stato scavato un paio di metri più lontano forse l'Esercito non sarebbe stato scoperto, o lo sarebbe stato con maggiore ritardo. Nota di colore: il contadino ricevette 3.000 yuan (all'epoca una bella sommetta) e adesso si dedica a firmare autografi a pagamento!

   Avrete letto di come tutti i guerrieri siano diversi fra di loro e da quello che si vede dal camminatoio che fa il periplo della Fossa n° 1 é vero! Non oso pensare a quanto tempo e quanta immaginazione ci siano voluti per creare un tale spettacolo. Le 11 trincee erano gallerie che avevano il soffitto retto da travi di legno (da qui gli avvallamenti che vedete nella foto n° 16); il pavimento é ricoperto da mattonelle ed il ritrovamento di brandelli di tessuto ha fatto pensare che il soffitto fosse ricoperto da stuoie per impedire l'infiltrazione dell'acqua. Prima della visita alla Fossa n° 1 - o forse dopo, mi sfugge - abbiamo assistito alla proiezione di un filmato che ricostruiva gli avvenimenti che portarono alla costruzione dell'Esercito: molto interessante, era proiettato in una sala dallo schermo a 360°, che ti faceva sentire di essere "dentro" l'azione.

   Dovendo ancora visitare le altre 2 Fosse e l'attiguo Museo, abbiamo mangiato nel ristorante del complesso archeologico e il pranzo in stile cinese é stato forse il peggiore dell'intera vacanza. A parte la qualità del cibo, vanno segnalate alcune cose: molte portate erano servite dalle cameriere ma altre, come il riso o i dolci, erano self-service. La folla dell'ora di punta ci ha consigliato di aspettare un po' prima di farci sotto. Altra osservazione: dato l'affollamento dei locali, era bene portarsi dietro portafoglio o altri oggetti di valore, oppure lasciare sempre qualcuno a vegliare al tavolo.

   Una volta rifocillati (per modo di dire), ci siamo diretti alle attigue Fosse n° 2 e 3, ma di interesse molto minore della prima. La superficie era molto più piccola ed erano meno illuminate anche per via dello stato dei ritrovamenti molto arretrato. Va segnalata comunque la Fossa n° 2, dove furono ritrovate le statue di moltissimi balestrieri. Abbiamo proseguito visitando il Museo, che é giusto a fianco della Fossa n° 1. Forse chiamarlo Museo é un po' troppo, giacché ospita "solo" le 2 quadrighe di bronzo dipinte, trainate da cavalli anch'essi di bronzo. Anche se sono stupende, l'edifico che le ospita é mastodontico e ci ha dato la nettissima impressione di uno spreco di spazio incredibile.

   La struttura delle 2 carrozze é sostanzialmente identica, ma con qualche differenza. La n° 1 ha la copertura ad ombrello in bronzo e l'auriga é in piedi. La n° 2, anch'essa col tetto in bronzo ma con l'auriga seduto, é divisa in 2 vani, comunicanti da un finestrino, ed é formata da circa 3.500 parti (la metà in bronzo, il 25% in oro e l'altro 25% in argento). Le 2 carrozze sono racchiuse in teche di vetro e, sebbene nulla vieti di scattare foto, lo sconsiglio: l'ambiente molto buio farà inevitabilmente scattare il flash, che rimbalzando sul vetro rovinerà i vostri sforzi. Le 2 carrozze sono state ritrovate nel 1980 molto vicino al tumulo tombale dell'Imperatore. A tale proposito: per non rovinare la struttura interna (che studi hanno rivelato essere una sorta di cittadella), il tumulo non é ancora stato aperto dagli archeologi, in attesa che vengano sviluppate nuove tecniche. Considerando la lentezza degli scavi cinesi, vi conviene mantenervi in buona forma se vorrete visitarlo in futuro!!



   Prima o poi tutte le cose belle finiscono, e quella visita non ha fatto eccezione. Ritornati in città, abbiamo ammirato la Grande Moschea, centro di culto per i mussulmani cinesi di Xi'an (stimati in circa 30.000). Eravamo convinti di vedere le classiche strutture architettoniche, come i minareti a punta, ma quelli che ci siamo trovati davanti sono stati edifici in chiaro stile cinese! Non sono mancati comunque i classici elementi delle moschee di tutto il mondo: ad esempio, la sala della preghiera (il cui accesso é consentito naturalmente solo ai mussulmani) é decorata con versi tratti dal Corano e nella parete di fondo é scavata una nicchia che indica la direzione della Mecca.

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   La lunga giornata non era ancora finita, perché appena fuori dalla Moschea si stendeva la via (meglio, vicolo) commerciale, che passava in mezzo a due ininterrotte file di bancarelle. Inutile dirlo, ho trovato un posto per sedermi e ho guardato la gente che passava! Fattomi un po' più furbo, mi sono trasferito sul minibus che attendeva poco lontano, aspettando l'arrivo degli altri (in ogni caso, avrei impiegato molto meglio il tempo a disposizione rimanendo all'interno della moschea per scattare ulteriori foto). La serata si é conclusa in un ristorante dove abbiamo cenato a base di ravioli al vapore, la specialità del luogo. Di diverse forme e dimensioni (pinguini, polli, ranocchi, facce da scimmia e chi più ne ha più ne metta!), ce li hanno serviti in una specie di stanza privata, molto accogliente ma sempre con l'attenta supervisione di una cameriera dietro alle nostre spalle!

   Siccome l'indomani mattina ci saremmo dovuti alzare alle 6 - e dovevamo mettere le valigie fuori dalla camera alle 22 - una volta tornati in albergo ci siamo precipitati nelle rispettive camere, stanchi ma contenti.

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