Una delle cose che vengono in mente parlando di Nuova Zelanda è la haka, la danza che la squadra nazionale di rugby, gli All Blacks, eseguono prima di ogni incontro. Nel tempo ho sentito le più grosse idiozie del mondo a tale riguardo, quindi mi è sembrato giusto mettere un po' di ordine nelle vostre idee. Da bravo neozelandese (purtroppo solo nel cuore) ho fatto le mie ricerche in Internet, e sono giunto infine in questo sito ben fatto dal quale ho tratto tutto questo materiale. Lo so che rivela una notevole mancanza di fantasia, ma mica potevo inventarmi le cose, no?!

In pratica ho tradotto quasi passo per passo la pagina in questione, e se da un lato quello che ho fatto si avvicina al plagio, da un altro credo stia a significare la mia ammirazione per l'autore, Paul Waite, e per l'ottimo lavoro che ha fatto. Tra parentesi: tenetevi forte perchè tutte le convinzioni che potete avere a proposito della haka eseguita dagli All Blacks (e sulla haka in generale) verranno impietosamente demolite!

Sia come sia, questa pagina si articola in queste parti:



Cos'è l'haka

Il popolo Maori ha sempre eccelso nell'arte della haka, che è il termine generico per indicare danza (e NON "danza della guerra"!!). A Henare Teowai di Ngati Porou, un riconosciuto maestro dell'arte della haka, fu chiesto che cosa fosse l'arte di eseguirla.
Egli replicò così:
"Kia korero te katoa o te tinana." (L'intero corpo dovrebbe parlare)
Un'altra definizione fu data da Alan Armstrong nel suo libro "Maori Games and Haka":
"La haka è una composizione suonata con molti strumenti. Mani, piedi, gambe, corpo, voce, lingua, occhi... tutti giocano la loro parte nel portare insieme a compimento la sfida, il benvenuto, l'esultanza, o il disprezzo contenute nelle parole."
"E' disciplinata, eppure emozionale. Più di ogni altro aspetto della cultura Maori, questa complessa danza è l'espressione della passione, vigore e identità della razza. E', al suo meglio, un messaggio dell'anima espresso attraverso le parole e gli atteggiamenti."
Uno dei "ritornelli" iniziali che il leader della haka urla ai suoi compagni prima della haka vera è propria è mostrato qui di seguito (nel caso degli All Blacks, il compito spetta al capitano). Queste parole stanno semplicemente a ricordare a coloro che la devono eseguire il comportamento da tenere durante l'esibizione, appunto. Dovrebbero essere urlate in una maniera feroce, al fine di instillare forza e determinazione agli esecutori, in modo che la eseguiscano con la giusta dose di potenza.

   Ringa pakia
   Uma tiraha
   Turi whatia
   Hope whai ake
   Waewae takahia kia kino

   Batti le mani contro le coscie
   Sbuffa col petto
   Piega le ginocchia
   Lascia che i fianchi li seguano
   Sbatti i piedi più forte che puoi


Altri elementi essenziali dell'arte della haka sono: pukana (il dilatare gli occhi), whetero (fare la lingua, segno di sfida per antonomasia, fatto solo dagli uomini), ngangahu (simile a pukana, fatto da tutti e due i sessi), e potete (la chiusura degli occhi in differenti momenti della danza, fatto solo dalle donne).

Queste espressioni sono usate, come detto, in vari momenti della haka per conferire significato e forza alle parole. E' importante capire che le haka più eccitanti non sono quelle in cui tutti i partecipanti sono sincronizzati, ma quelle in cui dimostrano spontaneità e creatività nell'interpretare le parole.

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I differenti stili di haka

Esistono diversi stili di haka. La "Ka Mate" (il tipo di haka degli All Blacks) appartiene allo stile ngeri, che è una corta, libera haka che viene interpretata dalle persone quando si sentono bene. E' eseguita senza armi e perciò non è una danza della guerra, come invece si tende a credere.

La peruperu è invece una haka della guerra. Si usano armi ed è caratterizzata da un alto salto a gambe ripiegate alla fine della danza. Gli All Blacks usano lo stesso tipo di salto alla fine dell'esibizione, e ciò è motivo di irritazione per i puristi. Infatti la Ka Mate è stata sottoposta a questo restyling probabilmente per risultare più scenografica e impressionante.

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L'origine della "Ka Mate"

Attorno al 1820 un capo Maori chiamato Te Rauparaha compose "Ka Mate", l'haka più conosciuta. Te Rauparaha era l'alto capo dei Ngati Toa and i suoi possedimenti andavano da Porirua fino alla costa di Kapiti e comprendevano anche l'isola Kapiti.
"Ka mate! Ka mate!" furono le parole dette da Te Rauparaha mentre si nascondeva in un pozzo kumara (le kumara sono delle patate dolci molto buone, che io ho stesso ho mangato nel mio viaggio; per tenerle all'asciutto sono conservate in un pozzo, dopo essere state raccolte) per sfuggire ai suoi inseguitori, i Ngati Tuwharetoa. Nella sua fuga egli giunse da Te Wharerangi e gli chiese protezione. Sebbene piuttosto reclutante, Te Wharerangi alla fine acconsentì e gli ordinò di nascondersi in un pozzo kumara. La moglie di Te Wharerangi, Te Rangikoaea, poi, si mise a sedere su di esso.

A riguardo del perchè la donna fece questo ci sono due storie che si tramandano:
- la prima spiega il gesto col fatto che nessun uomo (a quel tempo era considerato sconveniente) si sarebbe messo in una posizione che lo avrebbe portato sotto gli organi genitali femminili. Anche gli inseguitori avrebbero pensato la stessa cosa e avrebbero deliberatamente evitato di controllare il pozzo. Tale pregiudizio ovviamente non interessava Te Rauparaha, che aveva interesse solo a salvare la pellaccia!
- la seconda racconta che la donna si sedette per neutralizzare un incantesimo lanciato a Te Rauparaha dal capo degli inseguitori. In quel periodo, infatti, si credeva che gli organi femminili avessero il potere di "schermare" le persone dai sortilegi.

All'arrivo degli inseguitori, Te Rauparaha mormorò "Ka Mate! Ka mate!" (Io muoio! Io muoio!), ma quando Te Wharerangi disse che l'uomo che stavano cercando era scappato verso Rangipo, egli gioì "Ka Ora! Ka ora!" (Io vivo! Io vivo!). Ma Tauteka (il capo degli inseguitori Ngati Tuwharetoa) dubitò delle parole di Te Wharerangi, così il fuggitivo ripetè sconsolato "Ka mate! Ka mate!" un'altra volta. Fortunatamente gli inseguitori si fecero convincere del fatto che egli non si trovava nel pa (il villaggio) di Te Wharerangi e quindi Te Rauparaha esclamò "Ka ora, ka ora! Tenei te tangata puhuruhuru nana nei i tiki mai whakawhiti te ra!" (Io vivo! Io vivo! Questo è l'uomo peloso che ha persuaso il Sole e l'ha convinto a splendere di nuovo!). L'uomo peloso a cui si fa riferimento nella haka è Te Wharerangi, il capo che diede rifugio a Te Raparaha nonostante il suo desiderio di non essere coinvolto.

"Upane", che vedrete scritto qui sotto, letteralmente significa "terrazza", ma probabilmente si riferisce ai gradini intagliati nella parete del pozzo per dargli un più comodo accesso. Ogni "upane" descrive i titubanti passi di Te Raparaha mentre emergeva dal pozzo per controllare la situazione. Uno può solo immaginare la gioia di non solo essere scampato alla morte per il classico rotto della cuffia ma anche di ritornare alla luce dal buio del pozzo kumara: "Whiti te ra! Hi!" (Il Sole splende di nuovo! Hi!)

Una volta fuori dal pozzo, nel cortile di Te Wharerangi e di fronte a sua moglie, Te Rauparaha eseguì allora la haka che aveva composto mentre giaceva nel buio. La variante usata degli All Blacks è riportata qui di sotto, assieme alla traduzione. C'è da notare che le parole in alcuni casi sono state divise per indicare la cadenza delle sillabe, durante l'esecuzione della haka.

Ka mate! Ka mate! Ka Ora! Ka Ora!
Ka mate! Ka mate! Ka Ora! Ka Ora!
Tenei te tangata puhuru huru
Nana nei i tiki mai
Whakawhiti te ra
A upa...ne! A upa...ne!
A upane kaupane whiti te ra!
Hi!!!
Io muoio! Io muoio! Io vivo! Io vivo!
Io muoio! Io muoio! Io vivo! Io vivo!
Questo è l'uomo peloso
Che ha persuaso il Sole
E l'ha convinto a splendere di nuovo
Un passo in su! Un altro passo in su!
Un passo in su, un altro... il Sole splende!!!
Hi!!!


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L'haka e il rugby

La prima haka fu eseguita dalla squadra di rugby dei Nativi neozelandesi durante il tour nel Regno Unito del 1888-89: non è chiaro se fosse o meno la "Ka Mate" ma è probabile. Il tour, in ogni caso, non era stato ufficialmente autorizzato e perciò ogni giocatore dovette pagare la ragguardevole cifra (per quei tempi) di 250 sterline. Ci furono anche difficoltà a ingaggiare un sufficiente numero di Maori e così un paio di pakeha (neozelandesi bianchi) furono inclusi per completare la squadra.

La prima performance della haka fatta dall'"originale" squadra neozelandese fu tenuta nel tour del 1905. Fu anche in quell'occasione che si cominciò ad usare il termine "All Blacks". La locuzione deriva da un refuso: il giornalista aveva definito la squadra come composta da tutti "all backs", cioè tutti giocatori agili e veloci, ma il tipografo inserì la "l" per errore.

Le parole della "Ka Mate" non hanno una connessione col rugby, dato che sono state composte per tutt'altra ragione, come visto più sopra. Quindi, nel caso degli All Blacks, la "libera" traduzione della sfida della haka può essere così scritta:

Noi siamo gli All Blacks, del popolo della Nuova Zelanda
Qui siamo a sfidarvi
Vi onoreremo giocando al limite
Fino a che i nostri cuori e le nostre forze si impongano su di voi
Sarà molto difficile batterci
Il sole splende! Hi!



Le immagini relative alla Ka Mate provengono dallo spot dell'Adidas, cui appartengono tutti i diritti.

Dato che Tripod (o Lycos, come diavolo si chiama adesso...) sembra aver aumentato lo spazio a disposizione di noi utenti, ho rimesso on-line la micro-pagina con lo spot dell'Adidas. Se non avete voglia di vederlo mentre siete collegati (dopotutto sono 2,19 mega), e disponete di software come Getright e/o Go!Zilla, potete utilizzare questo link.

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