

artedì 19 Settembre è stata una giornata divisa in due, e anche se io ho scattato tutte le foto che vedete in basso, l' "io" che è stato sull'isola sacra di Miyajima non è lo stesso "io" che è uscito dal Museo della Bomba a
Hiroshima. Ma suppongo convenga andare in ordine.

Dopo un viaggio sullo Shinkansen durato un'ora e 56 minuti, io e gli altri del mio gruppo (tra cui ricordo il signore originario del Veneto ma da anni negli States) siamo arrivati a Hiroshima alle 10,37 di una bella giornata di sole. La consapevolezza vi piomba addosso all'improvviso: state camminando nella stazione ferroviaria, assieme ad altre migliaia di persone, della prima città bombardata da un ordigno atomico. E tutto è normale. Vorrei tantissimo lasciare perdere la retorica - non sono il tipo - ma la sensazione è di totale surrealtà. "Grazie" al cielo non c'è stato molto tempo per pensarci, perchè ci siamo subito spostati alla volta dell'imbarcadero per prendere il traghetto che ci avrebbe portati a Miyajima.
L' "isola santuario" è considerata così sacra che non vi sono cimiteri; le donne in gravidanza avanzata e i malati gravi non possono rimanere sull'isola e vengono trasferiti sulla terraferma. Oltre ad essere una delle 3 isole più belle del Giappone, Miyajima ospita il santuario shintoista Itsukushima, noto per l'enorme torii che spunta dal mare (il cancello rosso, che potete vedere nella prima foto a partire da sinistra). Non ho idea di come sia possibile, ma il torii
non è piantato nel fondale, ma è semplicemente appoggiato...
Andando ad ovest rispetto al molo di attracco (cioè a destra), attraverso il villaggio Miyajima e il parco dove scorrazzano numerosi cervi adomesticati, si raggiunge il santuario, appunto. Costruito originariamente nel 593 d.C. e ricostruito l'ultima volta nel 16° secolo, esso è dedicato alle 3 figlie di Susano-o-no-Mikoto, la divinità shintoista della luna e degli oceani.
Dopo la visita vera e propria abbiamo gironzolato per la cittadina, "trovando" un po' di tempo anche per pranzare: in un impeto di sadomasochismo, ho preso noodles udon alle alghe, che non mi sono rimasti impressi per la loro squisitezza (va beh, in cucina detesto qualsiasi cosa abbia a che fare col mare). La cosa più bella è stata passeggiare per le viuzze, curiosando tra i negozi (se lo dico io che non amo girarci!), rilassandoci un po' in un'atmosfera sì alquanto "commerciale", ma che è distante anni luce dai nostri quartieri per lo shopping.



A pomeriggio iniziato siamo ritornati sulla terraferma per visitare il Peace Memorial Park e il Museo della Bomba. Quando ne sono uscito non ero lo stesso di quando ci ero entrato. Intendiamoci bene: il Giappone, assieme alle potenze dell'Asse, ha scatenato la 2° Guerra Mondiale che ha provocato circa
60 milioni di morti. Si è meritato che gli Alleati gli abbiamo mosso guerra, ma io non concepisco che la popolazione civile debba soffrire più dello stretto necessario. Sono rimasto ad una concezione della guerra antica, nella quale gli eserciti si scontravano in un pianoro e tutta la battaglia finiva lì (se, devo ammettere, le cose siano mai andate così...). Io non sono
affatto un "pacifista" (nell'assurda accezione che la gente comune da al termine): credo che alcune volte la forza, immediata e massiccia, sia l'unica soluzione. Ma ripeto: i civili ne devono restare FUORI; deve essere un affare tra i soldati, pagati e addestrati allo scopo.
Invece a Hiroshima e a Nagasaki il concetto di "danni collaterali" (vittime civili) è stato portato all'estremo. Oh, la giustificazione - che non verrà MAI detta - è che fu necessario per far vedere agli "alleati" sovietici che gli USA avevano la bomba atomica e che non avevano paura di usarla. Considerando la SCHIFOSA minaccia all'intero globo che l'URSS ha portato avanti per 50 anni si può forse comprendere una tale decisione, ma quando vi trovate di fronte al monumento a Sasaki Sadako (una bambina che, a 10 anni, si ammalò di leucemia. Pensando che se avesse fatto 1000 origami a forma di gru si sarebbe salvata, cominciò la sua opera, ma fu stroncata a circa 850)... beh, mandate tranquillamente affanculo URSS e USA, la ragione di stato....
Mi rendo conto che in realtà non ho parlato di Hiroshima, dei suoi luoghi di interesse, delle foto che vedete qui sotto, di quello che ho trovato dentro al Museo (non ne parlerò mai) ma in realtà non frega niente a nessuno. Non sono bravo con le parole: dovete solo visitare il Peace Memorial Park, e il Museo della Bomba, e fare una gru per quella povera bambina. E poi tornarvene alla vostra tranquilla vita a casa.

