on ho certamente fatto un grosso sforzo a lasciare Hiroshima per Kurashiki, la mattina del 20 Settembre. L'intensa emozione provata il pomeriggio prima, durante la visita al Museo della Bomba, era ancora ben viva; inoltre, la lussosità del mega hotel nel quale avevo alloggiato non mi aveva affatto messo a mio agio. Almeno avrei viaggiato con lo stesso gruppo di persone del giorno prima, e questo mi aveva rincuorato non poco.


Dopo un'ora e dieci di treno sono arrivato nella stazione di Shin-Kurashiki, e l'atmosfera è cambiara radicalmente. Sebbene fosse orario d'ufficio, quindi il poco affollamento era perfettamente normale, ho subito percepito la tranquillità del luogo. Non so come spiegarlo: fate conto che una specie di brusio di sottofondo, presente fino a quel momento, fosse improvvisamente cessato. Pure noi facevamo la nostra parte: essendo solo in 6, compreso la guida, avremmo gironzolato per tutto il giorno in 2 taxi! Anche il tragitto per arrivare in centro di questa "piccola" cittadina (tra virgolette perchè conta 300.000 abitanti!) è stato magnificamente pacato: scusatemi se insisto e insisterò sulla tranquillità del luogo, ma per l'atmosfera che regnava durante questo giorno... posso senza dubbio indicarlo come il più bello passato in Giappone.

Noi abbiamo esplorato solo il centro storico della città in ore d'ufficio, come detto prima, però vi assicuro che non ci rendevamo assolutamente conto di essere in una città di 300.000 abitanti: Madonna, ma sono TANTI!! Invece così è stato. La cosa si è positivamente riflessa sulle visite al Museo del Folklore (aperto dal 3 Marzo al 11 Novembre, dalle 9 alle 17; dal 12 Dicembre al 2 Febbraio la chiusura è anticipata di mezz'ora. Chiuso i lunedì eccetto nelle feste; ingresso 700 ¥) e al Museo delle Arti Ohara (aperto sempre dalle 9 alle 17; il venerdì la chiusura viene posticipata di 2 ore. Chiuso i lunedì eccetto nelle feste; ingresso 1.000 ¥). Vi faccio notare gli orari di apertura di questi musei (e, in generale, di tutti gli altri): una bella differenza rispetto a casa nostra!

Il Museo del Folklore era in origine un magazzino costruito nel tardo Periodo Edo, ma nel 1948 è stato destinato a museo. Raccoglie una serie di oggetti di uso comune, rigorosamente fabbricati a mano, provenienti da tutto il mondo (c'è perfino una cesta di vimini italiana!). Il suo "motto", ben esemplificato dagli utensili in mostra, è "L'utilità è pari alla bellezza". All'entrata ci si deve cambiare le scarpe con speciali pantofole, fornite gratis all'entrata (attenti a non scivolare quando scendete le scale); c'è anche una serie di armadietti per riporre eventuali borse pesanti (costa 100 ¥, ma la moneta viene restituita quando si riprende il bagaglio).
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Il Museo Ohara è stato posto in essere nel 1930 dal presidente della Kurashiki Spinning (filatura) Corporation, Magosaburo Ohara, per onorare i risultati artistici conseguiti dal suo amico pittore Torajiro Kojima. Egli fu uno dei primi pittori giapponesi ad adottare lo stile occidentale, nonostante l'assoluta mancanza di gallerie che esponessero opere d'arte occidentali. Per questo motivo Kojima visitò l'Europa nel 1920 e suggerì proprio a Ohara di aprire una galleria con lavori di artisti europei (nel tempo, sempre più numerosi e anche di altre nazionalità).

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Dopo il pranzo al Kurashiki Kokusai Hotel, e aver avuto un po' di tempo per esplorare per proprio conto la zona, abbiamo preso nuovamente il treno per il breve trasferimento alla volta di Okayama. Il giorno prima mi era molto dispiaciuto non aver potuto visitare i Giardini zen di Ryoangi, a Kyoto, ma coi Giardini Koraku-en mi sono rifatto abbondantemente!! Purtroppo il tempo a diposizione non era molto, e anche se abbiamo avuto modo di esplorarlo quasi per intero, io sarei rimasto per un'altra settimana a girarlo. Mai come in questo caso le foto non rendono assolutamente giustizia allo splendore del luogo.

Completati in 14 anni, dal 1686 al 1700, da Tsuda Nagatada, i Giardini Koraku-en sono considerati - a ragione - tra i tre giardini più belli dell'intero Giappone (gli altri due sono a Kanazawa e Mito). In origine il parco era di proprietà della famiglia Ikeda (i governatori della città) ed era usato per intrattenere ospiti importanti e per il riposo dei signori feudali. L'uso cambiò nel 1884 quando fu ceduto alla Prefettura di Okayama, che, grazie al cielo, aprì questo spettacolo al pubblico.

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I giardini Koraku-en: un ponte spigoloso< I giardini Koraku-en La gru, simbolo di lunga vita Dalla collina Yuishinzan Un po' di relax
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Il giardino in primavera Il giardino in estate
Il giardino in autunno Il giardino in inverno