'impatto con Tokyo, la sera del 12 Settembre, non è stato dei migliori: un CALDO UMIDO da rimanere stecchito! Lì per lì non avevo idea del Tifone n. 14 che stava facendo sfracelli a Nagoya e dintorni, altrimenti sarei stato ancora più preoccupato. In ogni caso non ne avrei avuto il tempo perchè, dopo tutte le formalità di ingresso, ho subito preso la valigia dal nastro trasportatore (un pensiero in meno!).

Giusto il tempo di rendermi conto di ESSERE in Giappone, che vedo una guida del JTB che mi aspettava col classico cartello recante il mio cognome! Mi ha dato il biglietto dell'autobus navetta per il mio albergo, ha fatto caricare la mia valigia e ci siamo salutati. In men che non si dica ero sulla tipica expressway nipponica, alle 22 e rotti di sera, godendomi l'aria condizionata e un graditissimo silenzio (i miei compagni di trasferimento dovevano essere disintegrati dalla fatica al pari di me).

Non c'è riposo per i duri.... credo sia la filosofia dei tour giapponesi, perchè il giro della città è cominciato l'indomani mattina, alle 8,05 (e intendo proprio alle 8,05!!). Purtroppo, come ho subdorato subito, il gruppo di persone e la guida sarebbero cambiate di giorno in giorno, impedendomi di fare amicizia con chicchessia. Il tempo per commiserarsi non c'era perchè, dopo un cambio di bus al Hamamatsucho Terminal, via e correre alla volta della Torre di Tokyo, il Palazo Imperiale (visto dal di fuori per letteralmente 10 minuti....), il Tempio di Asakusa Kannon (pronuncia: Asàkusa Kan-non), uno scorcio al quartiere di Ginza (pronuncia: Ghinza; grazie al cielo non ti fanno pagare per guardare, ma ci manca poco) e "come coltivare le perle in 10 semplici operazioni" alla Tasaki Pearl Gallery.

Se avete avuto l'impressione che corressimo come dei disgraziati siete nel giusto! Devo ammettere che la mattinata del 13 Settembre non è stata memorabile, un po' per il tempo (caldo, umido e nuvoloso) e un po' per i minuti SEMPRE contati. Comunque è stato il primo assaggio del Giappone, nel bene o nel male: un bel po' diverso da casa nostra. Innanzitutto per la lingua, che vi mette in enormi difficoltà: non capite assolutamente cosa sentite e cosa "leggete". In effetti è possibile tentiate di leggere da sinistra verso destra, mentre in realtà le scritte si dipanano verticalmente!

Le strade, con una parte di marciapiede destinata ai segnali tattili per i non vedenti, sono.... giapponesi! Accanto a grandi arterie dove si dipana una teoria di auto, camion, bus, taxi (QUANTI ce ne sono! Il traffico è però meno congestionato di quanto si possa pensare) trovate viuzze larghe appena come un'auto, fiancheggiate da case e casettine, con una impressionante mole di cavi (elettrici? Telefonici?) all'aria aperta. Il bello è proprio andarsene per proprio conto, gironzolando senza fretta per queste stradine quiete, vedendo a malapena passare qualcuno ogni tanto.

Siccome il tour del 13 occupava solo la mattinata, il pomeriggio l'ho impiegato per andare a vedere i giardini Shinjuku Gyoen (Stazione Sendagaya della JR Line; la ferrovia, insomma), a piedi, giacchè non c'era alcuna stazione della metropolitana nelle vicinanze. Ma se anche ci fosse stata... io non l'avevo MAI usata, figurarsi se ci provo tutto solo a Tokyo... Il prezzo da pagare è stato "solo" patire caldo e umidità da infarto: cosa volete che sia per me, che li detesto entrambi?

Sia come sia, finalmente passo alle foto. Solo qualche breve osservazione: la n°1 era la vista che avevo appena uscito dal mio albergo. Il palazzo alquanto gotico che vedete (lo so, la foto è storta: abbiate pietà) è il municipio di Tokyo. Per la sua altezza, mi ha aiutato tantissimo nelle mie passeggiate per Shinjuku, il quartiere del mio albergo: era un punto di riferimento perfetto. La n°2 l'ho scattata dalla Torre di Tokyo: avrei mirato volentieri al Monte Fuji, ma le nuvole erano troppe. La n° 3, 4 e 5 sono state fatte dentro e intorno al tempio Asakusa Kannon; la 6 e la 7 durante la mia passeggiata pomeridiana.

Tokyo: traffico dall'alto dei cieli
Tokyo: pastasciutta elettrica Tokyo: giardini di Shinjuku Gyoen Tokyo: giardini di Shinjuku Gyoen
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La giornata del 14 sarebbe stata completamente a disposizione, quindi dall'Italia ho prenotato un tour che comprendeva la prova calligrafica, la cerimonia del tè e una passeggiata per Ningyocho, un quartiere di Tokyo che conserva ancora una parvenza di tradizionalità.

Sebbene per solo una mattina, ho potuto toccare letteralmente con mano due degli innumerevoli aspetti della cultura giapponese, ed è stato uno dei momenti più belli dell'intera vacanza. La prova calligrafica consisteva in un'ampia ed esauriente dimostrazione - da parte di una gentilissima signora - della calligrafia tradizionale giapponese, con tutti gli annessi e connessi: il ricavare l'inchiostro sfregando una barra nera nell'aposito recipiente, l'uso del pennello per comporre parole sui fogli di carta di riso... Guardare la signora tracciare così "facilmente" gli arabeschi dell'alfabeto kanji (vedi sezione delle Informazioni), dopo un attimo di concentrazione, è stata un'esperienza unica! Quando è toccato a me e ad altre 3 persone che con me avevano scelto quel tour... una comica!! E' stata tutta "colpa" del pennello: i giapponesi lo usano da bambini, noi NO! Non scriverò mai più parole in kanji col pennello, lo giuro; ho fatto una figura migliore col katakana, essendo MOLTO più semplice. Come "premio" ci hanno fato tenere i nostri abominii: forse anche come monito a non riprovarci! )^_^(

Dopo la prova calligrafica, la stessa stanza (in stile giapponese: quindi tatami per terra, cuscini al posto delle sedie e l'obbligo di togliersi le scarpe prima di entrare) è stata usata per la cerimonia del tè, previo sgombero del mobilio. Io impersonavo l'ospite principale, un onore che spero di esseremi meritato "imbroccando" alcuni aspetti della cerimonia (tutto merito di "Turisti per caso"). Siccome il tè verde è amaro, prima di farci rientrare ci era stato fatto mangiare un dolce particolarmente dolce (scusate il gioco di parole) ma appiccicoso. Purtroppo non ho foto da mostrarvi delle fasi della cerimonia perchè, sebbene se ne potessero prendere, non volevo rovinare l'atmosfera facendo la figura del solito turista. In più ero concentrato a non urlare dal dolore siccome tentavo di stare seduto alla maniera giapponese!

Dopo esserci congedati dalla "Tea & Calligraphy master" e dalla sua aiutante, abbiamo gironzolato per il quartiere Ningyocho, che sebbene faccia parte di Tokyo, sembra un mondo a sè per la sua tranquillità e l'atmosfera ancora tradizionale. Il ritorno all'albergo l'ho fatto via metropolitana! La prima volta che l'usavo in vita mia, in Giappone per di più... credevo di combinare un casino, ma grazie alle istruzioni della gentilissima e simpaticissima guida me la sono cavata egregiamente. Nel pomeriggio - a disposizione - ho fatto una passeggiata in un altro parco di Shinjuku, questa volta ospitante il Santuario Meiji (Stazione Harajuku della JR Line) . Anche in questo caso il paesaggio molto bello è stato rovinato dal tempo, ma ci stavo facendo il callo.

Tokyo: tipico parcheggio Tokyo: torii del Santuario Meiji
Tokyo: bosco attorno al Santuario Meiji
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informazioni Siccome ho esplorato a piedi solo Shinjuku, vi parlerò esclusivamente di questo quartiere. Avevo scannerizzato due mappe per darvi un'idea della planimetria, ma è del tutto inutile, giacchè arrivati in una qualsiasi città troverete brochure, depliant e mappe a quintali.

Il quartiere si gira benissimo senza paura di perdersi perchè ci sono un sacco di alti edifici che vi forniranno comodi punti di riferimento. Primo fra tutti, manco a dirlo, sono le torri gemelle del municipio di Tokyo. Ma se questo non dovesse bastarvi, agli angoli delle strade più importanti troverete mappe della zona. Discorso un po' più complicato per la Stazione di Shinjuku: dicono che sia la più trafficata del mondo, servendo 9 tra linee ferroviarie e metropolitane. Non ci sono passato durante l'ora di punta, ma non faccio fatica a crederci! A disorientare il turista provvede anche una sterminata serie di grandi magazzini, negozi vari, ristoranti, sia all'aperto che nel sottosuolo. Oltre alla solita infinita schiera di uscite diverse. Sublime. Un consiglio per tornare in albergo comunque lo posso dare: se starete al Keio Plaza dovete imboccare l'uscita OVEST, uscire all'aperto, mettervi alle spalle i grandi magazzini Keio, incamminarvi lungo la via che vedrete davanti a voi e andare sempre dritto, fino a sbattere contro all'albergo.

A proposito, spendo giusto un paio di parole sul Plaza: grande e bello, diviso in due torri, quella principale e quella Sud. Ambedue hanno l'entrata sia che da sul Municipio sia nella strada parallela, e questo m'ha confuso non poco. I ristoranti sono al piano terra della Torre Sud e, sebbene vorrete provare la cucina tradizionale, il ristorante giapponese non è a buon mercato. C'è anche un ristorante italiano, "Lo spazio", ma anche in questo caso i prezzi sono da urlo. Una buona via di mezzo è la "Cafeteria": menu sia occidentale che giapponese, a prezzi decenti.

Un intero capoverso dedicato alla... spazzatura! Se nelle stazioni ferroviarie / metropolitane troverete "facilmente" i cestini, per strada no! A dispetto di tutto, sono pulite; non ho idea di come possa succedere. Gli unici cestini che ho visto sono stati quelli accanto ai numerosissimi distributori automatici di bibite: proprio per questo vi consiglio di berle stando nelle immediate vicinanze delle macchine.


Siccome non mi sono sufficientemente umiliato facendovi vedere le mie foto, vi propongo un confronto con queste cartoline. Certo che col sole è tutta un'altra cosa...