Adesso che faccio mente locale, quel pomeriggio devo aver girato come una trottola, scattando milioni di foto, perché le prime quattro di questa terza fila si riferiscono anch'esse al fai-da-te. Probabilmente la straordinaria luce che c'era mi portava a fare gli "straordinari":
- ad un tiro di schioppo dalla Plaza de Mayo c'è la zona delle Diques del porto, recentemente ristrutturata. Gli enormi casermoni rossi che fungevano da deposito delle merci sono stati riconvertiti in una elegante e piacevole zona per passeggiare e spendere soldi! Anche solo per mangiare avrete l'imbarazzo della scelta. La prima foto, in ogni caso, ritrae la nave scuola della Marina Militare che, dopo il suo ultimo viaggio (una crociera attorno al mondo), è ritornata in patria per essere trasformata in museo galleggiante
- siamo di nuovo nella zona della Av. 9 de Julio, dove sorge il magnifico Teatro Colòn
- a pochi metri dal mio albergo c'è un classico luogo di ritrovo per i porteños (gli abitanti di B. Aires): Plaza Libertador General San Martín. Nelle belle giornate non è difficile vedere molti cittadini godersi placidamente il sole distesi sui prati (sebbene ci siano espressi divieti). La torre che vedete sullo sfondo è la Torres de Los Ingleses, ovvero una copia del Big Bang: se notate l'ironia della cosa, in fondo al prato, dove c'è la bandiera nazionale, c'è un monumento ai caduti argentini nella Guerra delle Falkland
L'ultima foto della terza fila e le prime due della quarta vi mostrano alcuni scorci della Feria di San Telmo (cioè il mercatino delle pulci). Oltre a questa caratteristica, il quartiere di distingue anche per la presenza dei
conventillos, ovvero baracconi originariamente costruiti come residenze unifamiliari per l'élite della capitale. E' stata la prima tappa di domenica 25/11: da programma l'avrei avuta completamente a disposizione ma prima di partire, tramite l'agenzia, ho prenotato una serie di visite che mi avrebbero tenuto occupato fino alla sera.
Dopo aver tranquillamente gironzolato per il mercatino (una costante del viaggio sarebbe stata la rilassatezza - ma mai eccessiva - nel vedere i luoghi: altro che Giappone), e dopo aver cambiato guida, ho attraversato gli sterminati sobborghi di Buenos Aires (chiamati Grande Buenos Aires: contano circa 9 milioni di abitanti, contro i 3 della capitale "vera e propria") per... mangiare! Altro non era che la tappa di avvicinamento alla seconda metà della giornata ma è stata comunque un'ottima occasione per fare quattro chiacchere con i miei compagni di viaggio (specie con una simpaticissima ragazza di Chicago).
Per raggiungere il Delta del Paranà (il fiume che bagna la capitale) abbiamo preso un trenino turistico molto comodo e simpatico. Tra l'altro, abbiamo fatto sosta in alcune fermate per godere anche de ho attraversato gli sterminati sobborghi di Buenos Aires (chiamati Gran Buenos Aires: contano circa 9 milioni di abitanti, contro i 3 della capitale "vera e propria"). Verso il primo pomeriggio siamo scesi all'ultima stazione e dopo un breve tragitto in minibus ci siamo imbarcati per una soleggiata quanto "umida" crociera lungo i canali. Non mancate di dare un'occhiata al pacchianissimo parco di divertimenti attiguo all'imbarcadero: un pugno in un occhio!
Sono diverse le cose che mi sono venute in mente di primo acchitto: vedere le case sorgere su quelle isolette faceva sembrare di essere in mezzo ad una Venezia tropicale! Anche il colore dell'acqua (di un malsano marrone, dovuto però ai sedimenti limacciosi del fondo trascinati dalla corrente) rafforzava l'impressione!!
Per quanto la sistemazione possa non essere convenzionale, gli abitanti di questo sobborgo dispongono delle stesse strutture di una qualsiasi città (ospedale, scuola, supermarket). Certo, il pulmino della scuola è una barca, ma sono solo dettagli! Non c'è neppure bisogno di fare complicate manovre per parcheggiare la macchina: basta tirarla in secco (3° foto). Poi notavo lo stile dei guidatori delle imbarcazioni e ritornavo come per incanto in Argentina... maniaci della velocità. Non parliamo dei sorpassi e controsorpassi sia a destra che a sinistra delle barche (vedere la 4° foto).
Un paragrafo a parte merita sicuramente l'ultima foto: avete mai visto una casa letteralmente sotto-vetro?? Io no e a stento non mi sono messo a ridere come un matto! Ho poi scoperto che è stata l'abitazione del fondatore del sistema di scuole pubblico argentino e che gli abitanti di questa nazione ci tengono talmente da proteggerla dagli eventi atmosferici in questo modo. Pfiuuuu, ho evitato una bella figuraccia.
Tutte le cose belle finiscono sempre troppo in fretta e quella giornata non ha fatto eccezione. Durante il ritorno in minibus attraverso Gran Buenos Aires ho potuto conoscere 2 caratteristiche peculiari delle autopistas argentine: la corsia di emergenza è posta a sinistra (per quanto possa apparire improbabile) ed essa viane normalmente utilizzata come corsia di sorpasso in presenza di code (come quel pomeriggio). C'era un mega-iper-raduno religioso in uno stadio della periferia che aveva portato migliaia di fedeli a muoversi con qualunque mezzo a disposizione.
Caotica, decadente, moderna, pericolosa, verde.... beh, Buenos Aires è di tutto un po'. La capitale federale, non appena smontate dall'aereo, si fa notare per i viali LARGHI! Più che altro, sembrano delle piazze sterminatamente lunghe, riempite da auto che vi sfrecciano a destra e a manca. Se posso aver un po' esagerato nel descrivere il traffico porteño, adesso è il momento di essere seri: fate bene attenzione quando attraversate la strada. E quando ci camminate: i marciapiedi molto sconnessi sono onnipresenti e se piove è ancora più facile cadere e farsi male.
Questo ci porta al discorso dei mezzi di trasporto pubblici: potete scegliere tra metropolitana, autobus e taxi. La prima l'ho accuratamente evitata per il pregiudizio che mi portava a considerarla sporca, pericolosa e inaffidabile (facevo inevitabilmente il confronto con quella di Tokyo). Leggo invece sulla guida Lonely Planet che la società che la gestisce ha fatto molto per migliorare la pulizia e la sicurezza. Sia come sia, la subte copre solo un'area relativamente ridotta di una città che si è espansa molto più in fretta delle sue sue linee di comunicazione. I gettoni costavano mezzo peso (prezzo pre-incasinamento) e, come ho detto per Tokyo, è necessario stabilire verso quale banchina andare PRIMA di passare le barriere girevoli: se ci si accorge di avere sbagliato bisogna uscire e pagare un'altra volta. Le linee sono 5, marcate dalla lettera A alla E.
Anche gli autobus hanno sofferto dei miei pregiudizi per i mezzi di trasporto sudamericani, in parte confermati dallo stato della loro carrozzeria esterna... per quanto non molto attraenti, sono una presenza costante del traffico, coprendo virtualmente ogni angolo di B. Aires. Come in Italia occorre controllare con attenzione il parabrezza anteriore per vedere la destinazione. La maggior parte dei mezzi è dotata di biglietterie automatiche in grado di dare anche il resto (ma accettano solo monetine). Ci sono numerose guide a disposizione del turista, in vendita presso le edicole, ma chiedere agli altri passeggeri o passanti non è un problema.
Veniamo alla spinosa questione dei taxi, su cui Patrizia mi illuminò appena arrivato. Da molti anni è presente il fenomeno della mafia dei taxi, oltre alla piaga dei taxi semi-ufficiali. Per distinguere quelli "veri" da quelli "paralleli" bisogna controllare se nelle fiancate ci sono 2 gruppi di numeri di identificazione: se ce n'è solo uno, statevene alla larga. Se dovete usarli per forza, il consiglio che tutti danno è di farvelo chiamare dall'albergo o, ad esempio, dal ristorante dove vi trovate in quel momento.
Cosa fare o vedere a Buenos Aires? Questa domanda richiederebbe una risposta chilometrica: è come chiedere che cosa puoi fare a Roma. Tutto dipende dalla zona dove alloggerete e dal tempo che avrete: nella hall dell'albergo troverete sicuramente una mappa della zona, senza contare i preziosi suggerimenti della vostra guida (sempre se l'avrete!). Ci sono è vero dei punti "obbligati", tipo Plaza de Mayo, il quartiere della Recoleta, il bellissimo Palermo (che a dispetto del nome, è il quartiere più "in" che ci sia), la Boca con la zona pedonale del Caminito... le cose da fare sono semplicemente troppe. Basta però passeggiare in una "normale" via del centro per assaporare comunque l'atmosfera di questa città. In ogni caso, posso consigliare a tutti voi i posti che ho descritto in questa pagina, specie l'escursione al delta del fiume.
L'aeroporto che userete per i voli interni (Aeroparque Jorge Newbery) dista pochissimo dal centro, grazie al cielo, e ha interni molto belli e curati. Quando arriverete in Argentina o quando, ahivoi, ne partirete, utilizzerete invece l'Ezeiza che dista abbastanza kilometri dalla città. Durante il mio trasferimento per ritornare in Italia ho avuto ampio modo, purtroppo, di rendermi conto di come ai lati della strada ci siano le favelas. Già, quelle che di solito vediamo solo attraverso gli schermi televisivi le avevo a qualche centinaio di metri. E ho paura che, grazie al collasso dell'economia, saranno destinate ad ingrandirsi.