Discorso a parte merita la prima foto della 5° riga, che ritrare delle mucche no-limits! Mi sono subito chiesto - e me lo chiedo tutt'ora - COSA mangino, dato che non sembra esserci molto foraggio! Più convenzionale è la seconda foto, che ritrae l'altro ghiacciaio della giornata, chiamato Spegazzini (in onore di un esploratore italiano).
Il punto più alto della giornata era già stato raggiunto e non rimaneva che tornare a El Calafate (stavolta rimanendo per tanto tempo sottocoperta!). Una volta "a casa" mi sono recato nell'ufficio dell'agenzia per sapere se il tour cittadino che avevo prenotato il giorno prima si sarebbe svolto (c'era l'incognita se di raggiungere il numero minimo di partecipanti: 3). Rassicurato in merito, ho cenato e ho tentato di non pensare a quanto mi sarebbe dispiaciuto andare via il pomeriggio seguente.
Con mia grande sopresa e delizia i miei compagni del city-tour del 01 Dicembre sarebbero stati il marito & moglie spagnoli! Questo, unito al tour interessante di per sè, ha fatto si che non passassi una mattinata in completa depressione. L'essere stati solo in 3 ci ha anche permesso di fermarci dove ci pareva, senza l'assillo di seguire rigide tabelle di marcia. Per prima cosa la guida, una ragazza che portava solo una misera felpa mentre noi 3 eravamo imbacuccati dalla testa ai piedi, ci ha portato in giro per le strade cittadine, spostandosi sempre di più verso l'esterno. Le 2 foto più a destra della quinta riga ne sono la testimonianza, specie l'ultima: la Laguna Nimes, a nord della città, è un paradiso per numerose specie di uccelli, sebbene tiri un vento della Madonna! E' stata l'unica volta che ho avuto veramente freddo.
Ci siamo poi spostati a 7 km. verso est per vedere le pitture rupestri della Cuevas de las manos pintadas,a Punta Walichu. Apro e chiudo una micro parentesi: la mia guida Lonely Planet è molto critica nei riguardi di questa escursione perchè la giudica una trappola per turisti. E' vero che accanto alle pitture rupestri - oramai sbiadite - ci sono anche le più nuove e meglio visibili riproduzioni, ma con una brava guida che spiega l'origine delle pitture vale certamente la pena spendere qualche soldo. C'è anche da considerare che con poche ore a disposizone, come è capitato a me, non è possibile fare altre escursioni ben più belle ma anche molto più lunghe. A tagliare la testa al toro ha ancora una volta pensato il paesaggio, che ha mirabilmente unito il caratteristico colore del lago di origine glaciale col marrone della steppa patagonica (1° foto della 6° riga). Le altre 2 foto si riferiscono ovviamente alle pitture rupestri.

Suppongo vi siati proprio rotti le scatole di sentire come mi è dispiaciuto lasciare quel luogo pittosto che quell'altro, quindi sorvolerò. Dico solamente che l'albergo mi è talmente piaciuto che mentre aspettavo l'arrivo della macchina che mi avrebbe portato all'aeroporto ho scattato diverse foto della bellissima hall. All'aeroporto sono riuscito a evitare di far passare le pellicole ai raggi-x mettendole tutte dentro un sacchetto di plastica e mostrandole all'addetto della sicurezza. Ho goduto ancora un po' della compagnia degli spagnoli (avrebbero preso il mio stesso aereo ma mentre io sarei sceso a Trelew loro sarebbero arrivati fino a "fine corsa", ovvero B. Aires) e poi di nuovo in viaggio.

Uno degli aspetti sicuramente posiviti di El Calafate è che è piccola: 5.000 abitanti. Anche se vi piacciono le grandi città converrete che ci sono vantaggi a fare base in una piccola comunità: ancora più del solito, gli esercizi commerciali sono concentrati lungo la via principale (anche in questo caso si chiama S. Martín), evitandovi lunghe camminate; non ci sono quartieri malfamati perchè il tenore di vita è uniforme - e abbastanza alto; la gente è più aperta.
Come accennato poc'anzi, la maggior parte dei negozi è concentrata lungo la strada principale, specialmente le agenzie che propongono escursioni ai ghiacciai: c'è veramente l'imbarazzo della scelta. Dovrebbero essere tutte allo stesso livello e anche il prezzo, per quello che ho visto, non si differenzia minimamente. Se alloggiate nel mio stesso albergo, nella hall c'è addirittura l'ufficio di una di esse quindi non dovrete neppure camminare per trovarne una. Mi aggancio al discorso dell'albergo: il ristorante attiguo non è vera parte integrante dell'albergo ma è possibile lo stesso "addebitare" il conto sulla vostra camera (in ogni caso, dovete però pagare le consumazioni al personale del ristorante, non dell'albergo).
L'immancabile locutorio si trova lungo la via principale (le cui carreggiate sono gradevolmente divise da una fila di alberi; molto insolito per le città argentine), che è intersecata ad angolo retto dalle altre strade: questa costante delle planimetrie cittadine sudamericane può sembrare noiosa ma aiuta moltissimo nei giri a piedi, impedendo virtualmente di perdersi. Se non volete mangiare nel ristorante del vostro albergo, come al solito c'è l'imbarazzo della scelta: pizzerie, confiterías, café, ristorantini a conduzione famigliare...
Esaurite in poche righe le notizie principali sulla cittadina, passo a dirvi qualcosa sulle escursioni ai ghiacciai. La prima e più importante cosa da mettere in chiaro è questa: NON portatevi dietro capi in lana! Tengono posto in valigia e ne fanno aumentare il peso: munitevi invece di un soprabito in gore-tex, o equivalenti, che blocchi il vento; un paio di scarpe nello stesso materiale e di un paio di guanti. Nella stagione estiva questo basta e avanza. Se pensate di soffrire lo stesso il freddo, rifugiatevi senza paura all'interno della nave perchè, a parte la navigazione a ridosso dei ghiacciai (annunciata con ampio anticipo dal capitano), le occasioni di fare fotografie durante le navigazioni di trasferimento non sono moltissime: dopo aver visto qualche iceberg, li avete visti tutti.
Prima, o dopo, aver visitato il Perito Moreno dovrete pure mangiare, no?! Consiglio vivamente il piccolo bar posto sulla sommità della penisola dove ci sono i camminatoi: i prezzi sono bassi (ci si aspetterebbe il contrario), il servizio è veloce e cordiale, il cibo è buono e se non vi va di mangiare in piedi, attorno alla costruzione ci sono comode panchine e tavoli (in verità, un po' pochi). C'è l'alternativa rappresentata dal ristorante, più costoso e lontano dai camminatoi, che però compensa questi disagi col panorama che offre del lago. A voi scegliere.