28/11/2001    29/11/2001    30/11/2001    01/12/2001    Informazioni

Quando si dice un'accoglienza glaciale...! Non mi sto affatto riferendo al mio arrivo in aeroporto (anch'esso piacevolmente piccolo) o alla reception dell'albergo, ma alle attrattive paesaggistiche più rinomate che si possono raggiungere partendo da El Calafate: ghiacciai per tutti i gusti e dimensioni! Montagne, cumuli, iceberg, distese infinite, agglomerati... un tripudio di forme impossibilmente blu!!


Come detto poc'anzi, l'arrivo all'aeroporto nel tardo pomeriggio del 28 Novembre è stato liscio come l'olio date le piccole dimensioni e l'assenza di affollamento. Il tragitto di un'oretta verso la città mi ha dato modo di vedere come la vegetazione delle campagne fosse estremamente brulla, ma a suo modo affascinante. Mi ha confermato anche le "peculiari" caratteristiche di guida degli argentini: non so per che motivo, ogni tanto l'autista si spostava per lunghi tratti nella corsia di sorpasso e ci rimaneva... tanto non passava nessuno! Però non mancava mai di farsi il segno della croce quando passavamo accanto alle diffusissime statue della Madonna poste al lato della carreggiata: probabilmente pensava di proteggersi anche dagli incidenti stradali!

L'albergo nel quale ho preso alloggio, "El Quijote", ha "solo" 3 stelle ma sin dai primissimi minuti mi sono trovato meglio che a casa mia. L'impiegata alla reception è stata di una simpatia unica (ormai mi veniva un crampo alla mascella nel tentativo di rispondere ai suoi sinceri sorrisi a 138 denti) e la camera, oltre ad essere al piano terra a 2 metri dalla hall (cosa che non fa mai male) era dotata di... tapparelle! Oh, un vero miracolo: le prime che ho visto in 4 viaggi e decine di migliaia di kilometri! Dopo una più che meritata doccia mi sono incontrato con un'impiegata della mia agenzia (che come ho scoperto aveva l'ufficio a 200 metri dall'albergo, nella stessa via per di più) che mi ha spiegato per filo e per segno il programma dei giorni successivi. Mi ha dato anche un buono sconto per il Don Diego de la noche, un ristorante-pub molto in voga nella zona che però non ho mai potuto utilizzare: quando tornavo in albergo ero generalmente troppo stanco per tirare a tardi in giro! Ho però approfittato degli ultimi raggi del sole per gironzolare nelle vie del paese che contando su pochi abitanti è molto tranquillo e riposante.


Siccome Sua Maestà il Ghiacciaio Perito Moreno non dista più di una 90ina di kilometri da El Calafate, la mattina del 29 prevedeva la partenza dall'albergo ad un'orario "da vacanza", cioè le 9. Oltre a dormire un po' di più del solito, la giornata è cominciata decisamente bene con l'abbondante colazione e con l'aver visto che la coppia di spagnoli che vedevo da un po' di tempo era alloggiata nel mio stesso albergo. Un'ultima sistemata all'attrezzatura fotografica e poi via, verso il ghiacciaio! Le aspettative erano mlto alte (anche perchè mi era capitato di vedere filmati in tv che mi avevano lasciato senza fiato) ma anche il panorama lungo la strada non è stato da meno, così come dimostrano le prime 2 foto.

Le altre 3 della prima fila e tutta la seconda, invece, riguardano il turistico (nel senso che è la meta più frequentata della zona, ma a ragione) Ghiacciaio Perito Moreno. Quando lo abbiamo intravisto per la prima volta dalla strada io e tutti gli altri passeggeri del minibus siamo rimasti senza respirare per diversi secondi: l'impatto con questa IMMANE distesa di ghiaccio è stato qualcosa impossibile da raccontare. La nostra guida di origini italiane, Patricia (devo sottolineare per l'ennesima volta la bravura e simpatia delle mie guide? Non credo), ci ha subito informato che era possibile intraprendere una navigazione opzionale vicino al ghiacciaio: siccome il tempo era stupendo e il prezzo abbordabile (20 dollari) ne ho approfittato. Chi non era interessato avrebbe passato un'ulteriore ora lungo i camminatoi di fronte al Perito.

Alla luce del tempo che avrei incontrato la mattina successiva è stata una scelta azzeccata, ma in ogni caso lo spettacolo della muraglia di ghiaccio vista dal "basso" è stata incomparabile. E' stato in quel momento che ho cominciato a rendermi conto di quanto l'uomo sia piccolo e insignificante, specie di fronte a questi giganteschi "spettacoli" che la Natura sa darci. Peccato che questa sia un'opinione di minoranza e che invece continuiamo a pensare di essere i padroni dell'universo.

Sua Maestà, il ghiacciaio Perito Moreno

Terminata la crociera il minibus si è fatto trovare all'imbarcadero per portarmi alla Península de Magallanes, verso la quale il ghiacciaio avanza e sulla quale sono state costruite 3 serie di comodi camminatoi che offrono una vista galattica sul ghiacciaio. Sebbene li abbia apprezzati tutti e 3 mi è particolarmente caro quello più in basso, perchè da esattamente la sensazione di trovarsi di fronte a una GRANDE distesa di ghiaccio! Il tempo a disposizione ha dato ampio modo di apprezzare con la dovuta calma lo spettacolo del Perito Moreno e di fare un pranzo senza l'assillo di perdersi qualcosa di importante. In effetti qualcosa mi sono perso, ma certo non per colpa mia: un turista tedesco, vedendo il mio Sigma 70-300 con attacco Canon, mi ha chiesto di prestarglielo. Siccome pensavo di aver scattato foto a sufficienza sono stato ben lieto di darglielo: nella mezz'ora che l'ha usato (nella quale avrà scattato sì e no 2 foto all'orizzonte) sono cadute tonnellate di ghiaccio in acqua, provocando spruzzi uno più bello dell'altro. No comment....

Non-solo-ghiaccio


Tutte le cose belle finiscono - anzi, soprattutto le cose belle - e così anche il tempo passato di fronte al Perito, che addirittura mi era parso eccessivo all'inizio, è giunto al termine. Molto tristemente siamo ritornati in minibus verso la cittadina, serbando però un ricordo che difficilmente sarebbe svanito presto. Dopo aver cenato in albergo ho guardato un po' la televisione e poi subito a nanna, visto che il programma per la giornata successiva era impegnativo.

Infatti la sveglia del 30/11 ha suonato alle 6,30 (yawnnn) perchè la partenza dall'albergo alla volta dei Ghiacciai Spegazzini e Uppsala e della Bahía Onelli era fissata alle 7,30. Dopo aver tanto decantato la fortuna che mi stava accompagnando, sin dal mattino il tempo si è dimostrato molto nuvoloso e ventoso. Se ho tirato un sospirto di sollievo per aver approfittato della navigazione al Perito Moreno, il mio umore non è stato dei migliori. Durante la navigazione nel Canal de los Témpanos (canale degli iceberg) ho tentato di rimanere perennemente sovracoperta, come feci durante la navigazione lungo il Canale di Beagle a Ushuaia ma il freddo e il vento me l'hanno "sconsigliato". Nonostante tutto ogni tanto una qualche foto di iceberg l'ho scattata. Il meglio doveva comunque arrivare: la seconda foto mostra infatti il Ghiacciaio Upsala, così chiamato in onore della città svedese la cui università lo studiò per prima.

In verità non ero rimasto più di tanto impressionato dal ghiacciaio, vuoi per la giornata nuvolosa, vuoi per il naturale paragone col Perito Moreno: mi stavo facendo l'idea che la giornata sarebbe trascorsa via piuttosto "piatta". Mi sono sbagliato così grossolanamente poche altre volte: quando il catamarano ci ha sbarcato a Bahía Onelli mi sembrava di essere arrivato in paradiso (complice anche il sole che, spuntato dalle nuvole a mezzogiorno, ha brillato fino a sera). Tale è stata l'emozione che ho provato - e il disgusto nei confronti del turismo di massa (di cui facevo parte anch'io) che stava invadendo quel luogo - che ho volutamente saltato il pranzo pur di stare da solo (anche perché l'unica opportunità di pranzare era rappresentata da un ristorante con una sala comune gigantesca, con l'inevitabile casino provocato da un branco di turisti-cavallette). Credo che le altre 2 foto della 3° riga e tutte quelle della 4° mi diano ragione. Sono stato soprattutto affascinato dal silenzio assoluto dentro al bosco che porta alla baia: mi sembrava di essere nel mezzo di una cattedrale verde e mi sono sforzato in tutti i modi di non fare rumore per non violarne la sacralità.



Discorso a parte merita la prima foto della 5° riga, che ritrare delle mucche no-limits! Mi sono subito chiesto - e me lo chiedo tutt'ora - COSA mangino, dato che non sembra esserci molto foraggio! Più convenzionale è la seconda foto, che ritrae l'altro ghiacciaio della giornata, chiamato Spegazzini (in onore di un esploratore italiano).

Il punto più alto della giornata era già stato raggiunto e non rimaneva che tornare a El Calafate (stavolta rimanendo per tanto tempo sottocoperta!). Una volta "a casa" mi sono recato nell'ufficio dell'agenzia per sapere se il tour cittadino che avevo prenotato il giorno prima si sarebbe svolto (c'era l'incognita se di raggiungere il numero minimo di partecipanti: 3). Rassicurato in merito, ho cenato e ho tentato di non pensare a quanto mi sarebbe dispiaciuto andare via il pomeriggio seguente.

Con mia grande sopresa e delizia i miei compagni del city-tour del 01 Dicembre sarebbero stati il marito & moglie spagnoli! Questo, unito al tour interessante di per sè, ha fatto si che non passassi una mattinata in completa depressione. L'essere stati solo in 3 ci ha anche permesso di fermarci dove ci pareva, senza l'assillo di seguire rigide tabelle di marcia. Per prima cosa la guida, una ragazza che portava solo una misera felpa mentre noi 3 eravamo imbacuccati dalla testa ai piedi, ci ha portato in giro per le strade cittadine, spostandosi sempre di più verso l'esterno. Le 2 foto più a destra della quinta riga ne sono la testimonianza, specie l'ultima: la Laguna Nimes, a nord della città, è un paradiso per numerose specie di uccelli, sebbene tiri un vento della Madonna! E' stata l'unica volta che ho avuto veramente freddo.


Ci siamo poi spostati a 7 km. verso est per vedere le pitture rupestri della Cuevas de las manos pintadas,a Punta Walichu. Apro e chiudo una micro parentesi: la mia guida Lonely Planet è molto critica nei riguardi di questa escursione perchè la giudica una trappola per turisti. E' vero che accanto alle pitture rupestri - oramai sbiadite - ci sono anche le più nuove e meglio visibili riproduzioni, ma con una brava guida che spiega l'origine delle pitture vale certamente la pena spendere qualche soldo. C'è anche da considerare che con poche ore a disposizone, come è capitato a me, non è possibile fare altre escursioni ben più belle ma anche molto più lunghe. A tagliare la testa al toro ha ancora una volta pensato il paesaggio, che ha mirabilmente unito il caratteristico colore del lago di origine glaciale col marrone della steppa patagonica (1° foto della 6° riga). Le altre 2 foto si riferiscono ovviamente alle pitture rupestri.



Suppongo vi siati proprio rotti le scatole di sentire come mi è dispiaciuto lasciare quel luogo pittosto che quell'altro, quindi sorvolerò. Dico solamente che l'albergo mi è talmente piaciuto che mentre aspettavo l'arrivo della macchina che mi avrebbe portato all'aeroporto ho scattato diverse foto della bellissima hall. All'aeroporto sono riuscito a evitare di far passare le pellicole ai raggi-x mettendole tutte dentro un sacchetto di plastica e mostrandole all'addetto della sicurezza. Ho goduto ancora un po' della compagnia degli spagnoli (avrebbero preso il mio stesso aereo ma mentre io sarei sceso a Trelew loro sarebbero arrivati fino a "fine corsa", ovvero B. Aires) e poi di nuovo in viaggio.


informazioniUno degli aspetti sicuramente posiviti di El Calafate è che è piccola: 5.000 abitanti. Anche se vi piacciono le grandi città converrete che ci sono vantaggi a fare base in una piccola comunità: ancora più del solito, gli esercizi commerciali sono concentrati lungo la via principale (anche in questo caso si chiama S. Martín), evitandovi lunghe camminate; non ci sono quartieri malfamati perchè il tenore di vita è uniforme - e abbastanza alto; la gente è più aperta.

Come accennato poc'anzi, la maggior parte dei negozi è concentrata lungo la strada principale, specialmente le agenzie che propongono escursioni ai ghiacciai: c'è veramente l'imbarazzo della scelta. Dovrebbero essere tutte allo stesso livello e anche il prezzo, per quello che ho visto, non si differenzia minimamente. Se alloggiate nel mio stesso albergo, nella hall c'è addirittura l'ufficio di una di esse quindi non dovrete neppure camminare per trovarne una. Mi aggancio al discorso dell'albergo: il ristorante attiguo non è vera parte integrante dell'albergo ma è possibile lo stesso "addebitare" il conto sulla vostra camera (in ogni caso, dovete però pagare le consumazioni al personale del ristorante, non dell'albergo).

L'immancabile locutorio si trova lungo la via principale (le cui carreggiate sono gradevolmente divise da una fila di alberi; molto insolito per le città argentine), che è intersecata ad angolo retto dalle altre strade: questa costante delle planimetrie cittadine sudamericane può sembrare noiosa ma aiuta moltissimo nei giri a piedi, impedendo virtualmente di perdersi. Se non volete mangiare nel ristorante del vostro albergo, come al solito c'è l'imbarazzo della scelta: pizzerie, confiterías, café, ristorantini a conduzione famigliare...



Esaurite in poche righe le notizie principali sulla cittadina, passo a dirvi qualcosa sulle escursioni ai ghiacciai. La prima e più importante cosa da mettere in chiaro è questa: NON portatevi dietro capi in lana! Tengono posto in valigia e ne fanno aumentare il peso: munitevi invece di un soprabito in gore-tex, o equivalenti, che blocchi il vento; un paio di scarpe nello stesso materiale e di un paio di guanti. Nella stagione estiva questo basta e avanza. Se pensate di soffrire lo stesso il freddo, rifugiatevi senza paura all'interno della nave perchè, a parte la navigazione a ridosso dei ghiacciai (annunciata con ampio anticipo dal capitano), le occasioni di fare fotografie durante le navigazioni di trasferimento non sono moltissime: dopo aver visto qualche iceberg, li avete visti tutti.

Prima, o dopo, aver visitato il Perito Moreno dovrete pure mangiare, no?! Consiglio vivamente il piccolo bar posto sulla sommità della penisola dove ci sono i camminatoi: i prezzi sono bassi (ci si aspetterebbe il contrario), il servizio è veloce e cordiale, il cibo è buono e se non vi va di mangiare in piedi, attorno alla costruzione ci sono comode panchine e tavoli (in verità, un po' pochi). C'è l'alternativa rappresentata dal ristorante, più costoso e lontano dai camminatoi, che però compensa questi disagi col panorama che offre del lago. A voi scegliere.