Come di prammatica, una piccola precisazione: queste poche informazioni sono solo quelle che ho potuto apprendere io, quindi non è oro colato. Se qualcuno può completare o corregere quello che ha letto qui, ben venga! La pagina che avete sott'occhio è composta dalle seguenti sezioni:

Informazioni generali    Come arrivarci    Formalità    Ambasciate

$oldi    Mangiare    Una poesia


Cominciamo dai fontamentali: l'Argentina si trova nell'emisfero australe. Tradotto, significano tanti kilometri (in linea d'aria, seguendo il tragitto aereo che ho seguito io, sono circa 11.320) e le stagioni ruotano al contrario che da noi. Il lungo percorso si traduce naturalmente in un "vistoso" costo del biglietto e nell'assoluta necessità di far passare il tempo in aereo! Se avete le mie stesse difficoltà per dormire (mi occorrono buio completo e silenzio, 2 situazioni un "pochettino" difficili da ottenere in volo) potete ridurre le ore di sonno nei giorni precedenti la partenza, così da salire sull'aeromobile stanchi morti. Tanto c'è sempre tempo per prendere il ritmo sonno-veglia nel paese di destinazione.

L'Argentina ha una forma più o meno di un triangolo con la testa all'ingiù. E' una nazione MOOLTO lunga, infatti dal confine con la Bolivia alla città di Ushuaia ci sono quasi 3.500 km (in pratica, come la Scozia dal Sahara). Anche se le stagioni, come detto prima, sono rovesciate rispetto al nostro emisfero, la varietà dei climi rispecchia la varietà di ambienti che vi si possono trovare: al nord, al confine col Brasile, il caldo e l'umidità la fanno da padroni. Mano a mano che si scende, le temperature diventano più sopportabili e l'aria è più secca. Si arriva infine a Ushuaia, dove un capo in gore-tex è tutto quello che vi serve per stare confortevolmente all'aperto.

A questo proposito, apro e chiudo una breve parentesi: è diventato un luogo comune dire che la Patagonia sia ventosa. E' VERO, ma ciò non vuol dire che sia una regione inospitale. Basta il capo in gore-tex prima citato, un paio di caldi guanti quando si fanno crociere vicino ai ghiacciai o nel Canale di Beagle e un paio di scarponcini, parimenti in gore-tex. Non vi serviranno assolutamente capi in lana, maglioni, calzini extra-spessi, ecc. ecc. Forse un copricapo, ma dipende dalle persone. Ovviamente questi consigli valgono per la stagione estiva/primaverile. Se visitate le Ande portatevi dietro un qualsiasi abbigliamento per la montagna.

La differenza con l'Italia è di 4 ore indietro, quando da noi vige l'ora solare. Sebbene si guidi sulla destra, sconsiglio i lettori dal noleggiare un'auto per scorrazzare liberi in Argentina. Ci sono diverse ragioni:
- lo stile di guida (almeno a Buenos Aires) è la "sopravvivenza del più forte": se credete di essere stati temprati dal traffico delle nostre grandi città vi sbagliate di grosso! Gli argentini ci danno molti punti: rossi al semaforo, svolte azzardate, auto scassate, quindi con freni che vanno una volta sì e uno no, limiti di velocità sempre ignorati... la norma.
- particolare molto strano, il semaforo è posto dall'ALTRO lato dell'incrocio rispetto a dove vi fermate! Se non crea troppi problemi quando ci sono solo 2 strade che si intersecano, la cosa diventa molto più dura quando ne avete 3 o 4: quale devo guardare?
- la qualità del fondo stradale è infima, perfino in città (certi quartieri sembrano pezzi di prove speciali della Parigi-Dakar). Non parliamo poi della Patagonia, dove la norma è, ovviamente, la "ruta patagonica": sterrato CON buche.
- la polizia. E' molto triste che uno dei maggiori problemi per chi viaggia in auto sia proprio la polizia, ma quando e se decidono di controllare se la vostra auto funziona come dovrebbe (anche gli indicatori di direzione, che non vengono MAI utilizzati dagli argentini stessi) è solo il preavviso per avere una bustarella. Gesù....

Non è un vero e proprio impedimento alla guida, però a me ha fatto venire una tristezza infinita vedere migliaia di Fiat "Palio", "Siena" o "Uno" del modello più vecchio ovunque volgessi lo sguardo! Per non citare le "Duna", le "Clio" a 3 volumi (che spero vivamente non arrivino mai in Europa)... una fauna automobilistica deprimente al massimo. Ah, non vorrei omettere di citare la Volkswagen Gol (avete letto bene), ovvero una Golf imbruttita: da vedere per credere!!

L'elettricità è a 220 volt, 50 Hz. In teoria le spine dovrebbero essere come le nostre, senza il 3° polo, ma dipende sempre dall'albergo nel quale alloggiate. Ad esempio, nell'albergo di Buenos Aires ho dovuto chiedere un adattatore perchè erano piatte, mentre nel resto dell'Argentina non ho avuto problemi.
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La questione successiva è arrivarci. Dando per scontato l'uso del mezzo aereo, vi prospetto le due possibilità che l'agenzia mi aveva dato:

Per quanto riguarda gli spostamente interni, l'aereo è di nuovo che la fa da padrone, dato lo stato delle strade e le distanze in gioco. Aerolineas Argentinas e LAPA sono le 2 compagnie di cui sicuramente vi servirete più spesso - per non dire sempre. Il servizio è all'altezza di tutte le altre compagnie; la cigliegina sulla torta è rappresentata dai piccoli e quieti aeroporti nei quali atterrerete/partirete.

Apro una piccola parentesi per quelli, come me, preoccupati dai tanti passaggi ai raggi-x che le pellicole fotografiche devono subire in un viaggio del genere. Le mie Fuji e Kodak, 100 e 200 ISO, non hanno minimamente sofferto con 10 "radiografie" sul groppone (i punti di controllo che ho dovuto superare sono stati di più ma con diversi espedienti ne ho "saltati" 3). Non fatevi venire le mie INUTILI paranoie, mi raccomando! C'è da preoccuparsi un po' se usate pellicole a media-alta sensibilità (da 400 ISO in sù) perchè più soggette a velarsi per l'azione dei raggi-x. A meno che non facciate cose particolari, è d'altro canto perfettamente inutile portarsi dietro pellicole così sensibili.

Non ricevo alcuna provvigione da questa "pubblicità", vi assicuro: consiglio il tour proposto da Patagonia World, se non ve la sentite di viaggiare fai-da-te.
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Che formalità burocratiche occorre sbrigare? Bisogna avere il passaporto, valido per almeno 3 mesi oltre la data di partenza dall'Argentina. Immancabile, e francamente MOLTO seccante, sull'aereo vi daranno un piccolo formulario da compilare e da lasciare al controllo passaporti nell'aeroporto di arrivo; grazie al cielo è il più semplice ed essenziale di quelli che mi sono capitati fin'ora. Anche all'atto della partenza vi verrà richiesto di compilarne uno per l'uscita dal paese (mi chiedo se qualcuno guarderà mai, anche per sbaglio, quella montagna di carta...). Non è necessario munirsi di visto prima di intraprendere il viaggio, e nemmeno è obbligatoria alcuna vaccinazione. Per i turisti la permanenza massima concessa è di 3 mesi.

In alcuni aeroporti, penso a quello di Trelew, ci sono vistosi cartelli che ricordano al viaggiatore l'assoluto divieto di portarsi dietro alcunchè di origine vegetale o animale. Prima di accedere al Parco dove ci sono le cascate dell'Iguazù è necessario passare i piedi su una specie di tappeto spugnoso imbevuto di una sostanza arancione disinfettante. L'unico effetto visibile è... quello di macchiare le scarpe.

Un'altra seccante caratteristica della burocrazia argentina sono le tasse di imbarco di alcuni aeroporti. Non sono nulla di eclatante ma si tratta pur sempre di soldi da spendere in più. Ecco quello che dovetti pagare io alla partenza da:
- Ushuaia: 13 pesos
- El Calafate: 18 pesos
- Trelew: 6,05 pesos (l'importo più idiota del mondo)
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Questa sezione racchiude informazioni che sono state drammaticamente superati dagli avvenimenti delle ultime settimane. In ogni caso, voglio comunque fornirvi un po' di dati. La moneta ufficiale è il peso argentino, il cui valore ERA lo stesso del dollaro statunitense. I tagli delle banconote sono da 2, 5, 10, 20, 50 e 100 pesos, mentre le monete si suddividono in: 1, 5, 10, 25 e 50 centesimi e da 1 dollaro. Devo dire che i prezzi che mi sono capitati erano tutti arrotondati ai 50 centesimi quindi non né visto né utilizzato monetine di valore inferiore. Il resto veniva dato indifferentemente in peso o in dollari, anche se era probabile quest'ultima possibilità se capivano che il sottoscritto era un turista (facile, con l'accento italiano che ho...).

Discorso a parte sono i "patagones" - spero di aver scritto bene la parola. Sono delle specie di banconote emesse dalla Zecca in sostituzione dei pesos per pagare gli stipendi degli statali ma non aumentando la massa di "vera" moneta in circolazione (per tenere bassa l'inflazione). Hanno corso legale ma accade questo: se avete una banconota da 20 e comprate un oggetto che vale 15 pesos, non vi danno il resto! Dovete comprare qualcosa che costi esattamente quella cifra. Nella malaugurata ipotesi che vi diano il resto in quella moneta, protestate e pretendete quantomeno dei pesos.

Io non sono un economista, quando sento che il tg sta per parlare della situazione in Argentina cambio subito canale perchè diventerei triste, quindi non so se la svalutazione del peso porterà ad incrementi duraturi dei prezzi. Quel poco che posso fare è darvi un'idea del costo della vita "pre-incasinamento".

Circa, naturalmente
Cartolina
1 peso
Panino + 1/2 litro d'acqua naturale
5 pesos
Francobollo per spedire una cartolina ovunque
1,5 pesos
Telefonata a casa di 2,5-3 minuti da un locutorio
4,2 pesos
Rullino Kodak da 36 pose
8 pesos
Mega-hamburger + patate fritte + 1/2 lt. acqua naturale
13 pesos
Alfajor (dolcetto tipico buosissimo!)
0,5-1 peso
Navigazione facoltativa vicino al Perito Moreno
20 pesos
City tour di El Calafate
25 pesos

Voglio richiamare l'attenzione sul costo della telefonata a casa. In Argentina ci sono esercizi pubblici chiamati "locutorio" che noleggiano pc per navigare in Rete, offrono servizio di fax e, molto più bello, danno l'uso di telefoni per fare qualsiasi titpo di chiamata. Il costo è la metà/un terzo di quello che in media potreste spendere chiamando dall'albergo: infatti il ricarico praticato fa impallidire chiunque. Consiglio vivamente di usarli anche se posso capire sia un po' scomodo uscire proprio per fare una telefonata. Oppure usate una carte di credito telefonica internazionale: i telefoni pubblici argentini sono abilitati al loro utilizzo.

Le carte di credito di solito accettate sono la MasterCard, Visa, American Express e Diner's Club. Una cosa da considerare è che alcuni esercizi commerciali applicano un ricarico di circa il 10% sul prezzo quando si usano questi mezzi di pagamento. Al contrario, può capitare di avere uno sconto del 10% per pagamento in contanti (en efectivo). Anche i traveller's cheque sono accettati, anche se cambiarli comporta una commissione più alta della moneta sonante.

Una piccola menzione va fatta per la mancia: sarebbe normale lasciare un 10% circa sul totale del conto. In realtà, quando ci sono periodi di magra gli argentini stessi tralasciano di farlo, quindi non è tassativo. Dato che però noi turisti stiamo molto meglio dell'abitante medio argentino, e dato anche che il personale di servizio è generalmente mal pagato, non sarebbe un grosso sforzo. O, quantomeno, arrotondare il conto alla cifra pari: se dovete pagare 48 pesos, fate 50... non è la morte di nessuno.
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Nessuno vuole rivolgersi alla burocrazia italiana anche quando si è all'estero, ma sapere questi indirizzi non fa mai male:

Per chi ha invece bisogno di contattare le rappresentanze diplomatiche argentine nel nostro paese, ecco una manciata di indirizzi (può essere una buona idea anche informarsi presso l'Ufficio del Turismo dell'Argentina, sito nella Piazza dell'Esquilino n° 2, 00185 ROMA - Telefono 06-47823788 Fax 06-47823796 - Home page):
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L'italiano medio cerca sempre di mangiare all'estero come a casa propria e quando, immancabilmente, non trova la pasta al dente scatta la tragedia (provare un po' la cucina del luogo parrebbe così brutto?). Questo problema non sussiste in Argentina perchè pare di essere in Italia: pasta, verdure, pesce, carne (e che carne!), dolci... ritornerete ingrassati di 4/5 kg, come minimo! Non vi dico le colazioni negli alberghi, con OGNI torta immaginabile, briosche salate e/o dolci, affettato misto, marmellate, burro... una sinfonia per lo stomaco.

Per chi non riesce a stare senza pizza, vi assicuro che sembra di mangiare quella della pizzeria dove andate abitualmente, mentre - se proprio vogliamo trovare il pelo nell'uovo - gli spaghetti argentini assomigliano più a delle mini-tagliatelle, ma ugualmente buoni. Un altro tipo di primo che ho MOLTO apprezzato sono stati gli agnolotti (se ci credete, non li avevo mai assaggiati prima). Riprendo per un attimo il discorso dei dolci: non l'avrei mai detto, ma gli argentini sembrano specializzati nei dessert! Sia per le torte che per i gelati avrete l'imbarazzo della scelta, senza dimenticare gli alfajores (il singolare è alfajor), pasticcini con un morbido ripieno di cioccolato e ricoperti di glassa al cioccolato bianco, nero o di zucchero a velo. In una parola la cucina argentina è definibile con YUM!
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Eccetto per il Giappone, ho sempre riportato i testo dell'inno nazionale. Questa volta voglio infrangere questa regola proponendovi una struggente poesia che ho letto a Ushuaia, dedicata alla Guerra delle Falkland (o Malvinas, chiamatele come vi pare). Naturalmente è in spagnolo e altrettanto ovviamente non l'ho tradotta perchè non avrebbe minimamente reso l'angoscia provata da chi l'ha composta.

Mi permetto di anticipare le proteste di chi sicuramente considera l'aggressione argentina la causa della guerra e che non vuole che la poesia possa far nascere sentimenti di simpatia nei confronti di questa nazione: avete perfettamente ragione, e il fatto che a tutt'oggi gli argentini considerino le Falkland un capitolo ancora aperto non depone a loro favore. Questi versi però sono dedicati ai poveracci di entrambe le parti morti laggiù per qualche stronzo di politico, e non é sicuramente il caso di polemizzare su questo dato di fatto.

La Isla de la Buena Memoria

Madre me voy a la Isla
no se contra quíen pelear
tal vez luche, me resista
o tal vez me muera allá

Que haré con el uniforme
cuando empiezen a pelear
con el casco y con las botas
ni siquiera sé marchar

Desde que llegué a la Isla
no tengo con quíen hablar
somos milles los unidos
por la misma soledad

Ya se escuchan los disparos
entre muerte y libertad
cae mi cuerpo agujerado
ya no podré cantar más

Creo che hace mucho frío por acá
Hay más miedo come el mío en la ciudad.

No hay mal que no tenga nombre
No hay un Dios a quíen orar
No hay hermanos ni soldados
Ya no hay jueces ni jurados
Solo hay una guerra más
y cada véz hay menos paz...

                                  Alejandro Brerner