26/11/2001    27/11/2001    28/11/2001    Informazioni

Sebbene la mattina (o notte?) del 26 Novembre mi fossi dovuto svegliare alla poco igienica ora delle 3,30, mi rendevo conto che la vacanza stava entrando nel vivo: Ushuaia! Nella hall dell'albergo, oltre al concierge che dimostrava una seccante e irragionevole freschezza fisica, mi aspettava l'autista e... sorpresa! Una coppia di italiani - Sandro e Daniela - che mi avrebbe fatto compagnia nel lungo viaggio in aereo; o così credevo io! Andiamo con ordine, però.


Dopo aver consumato la colazione che l'Hotel Florida aveva pensato bene di preparare, noi 3 ci siamo diretti all'aeroporto "domestico" di Buenos Aires, attraversando una città che si stava pigramente svegliando. Per loro sfortuna, ho bersagliato Sandro e Daniela con una valanga di chiacchere: sebbene non sia entusiasta di incontrare miei connazionali in vacanza, confesso che fare ogni tanto una bella chiaccherata in italiano è una goduria! Dopo le formalità di rito, mi sono ritrovato al cancello di imbarco tutto solo. I miei pensieri correvano dal faceto «Si sono persi nel corridoio?!» al più "serio" «Non dovranno mica prendere un altro volo?» Purtroppo era giusta la seconda ipotesi.

Un po' scoraggiato mi sono quindi apprestato a passare 5 ore sul MD-81 che mi avrebbe portato infine nell'agognata Patagonia argentina. Segno tangibile che mi stava attendendo una natura straordinaria, dal finestrino potevo osservare panorami incredibili, che mi hanno perfino portato a scattare le mie prime foto prese da un aereo (ovviamente venuta da schifo, quindi non ve la propongo). L'arrivo a Ushuaia non è stato da meno del resto del viaggio: la panoramica del Canale di Beagle immerso in una luminosissima giornate di sole, col contorno delle montagne innevate, non lo dimenticherò mai.

Grazie al cielo l'aeroporto è molto piccolo, quindi ho recuperato la valigia in un attimo e ho incontrato la mia guida, un ragazzo simpaticissimo di nome Mariano. Un breve tragitto fino all'albergo, il tempo per sbrigare le solite formalità e poi sono lasciato libero per buona parte della giornata. Avrei dovuto incontrarmi in città con Mariano alle 17.30 per fare il giro-città ma avevo tempo in abbondanza per gironzolare per conto mio.


Quel pomeriggio rappresentava le prime ore in Patagonia ed ero ben deciso a godermi quei momenti il più possibile. Il che ha significato scattare una valanga di foto, come durante il resto della vacanza, del resto. Già che siamo in tema, vi "spiego" la prima riga (come al solito, da sinistra a destra):
- una panoramica della città. Non ci crederete ma è impossibile NON avere tra i piedi i fili della luce (o del telefono, che siano)! Roba da "Ai confini della realtà"
- uno scorcio del Canale di Beagle visto dalle colline vicine al mio albergo. Se l'ambiente vi pare freddo, ci avete quasi azzeccato: più che altro è VENTOSO
- queste sono le tipiche casette di queste regioni (credo che anche alle Falkland siano così) e sono un tratto molto distintivo della zona
- il Monte Olivia (vi giuro che si chiama veramente così) che domina il panorama cittadino assieme ad un'altra montagna
- infine i cani. Un particolare assolutamente inaspettato sono stati i numerosissimi cani randagi (che però non danno alcun fastidio) che scorrazzavano tranquillamente per tutte le parti. La situazione costringe a montare i cestini dei rifiuti sopraelevati per impedire che ci rovistino dentro. Gli animali sono talmente abituati alla vita cittadina che ne ho visto uno che riposava placidamente sdraiato nel mezzo di un incrocio (naturalmente avevo lasciato la macchina fotografica in albergo). Anche gli automobilisti sono avvezzi ai cani perchè lo evitavano come un qualsiasi altro ostacolo... mah.

Panoramica 3


Anche le prime 3 foto della seconda riga si riferiscono alle ore in libertà:
- l'altro monte che caratterizza il panorama cittadino si chiama - intuitivamente - "I 5 fratelli"!
- nonostante le case "normali" delle città argentine non siano molto belle ci si può comunque imbattere in un po' di tradizione
- la terza foto rappresenta il porto di notte. Va ribadito un fatto che a posteriori diventa ovvio: il ciclo notte-giorno, più ci si avvicina ai Poli, viene estremizzato. Io passeggiavo per le vie di Ushuaia alle 22,30 e vedevo come se fossero state le 15 in Novembre a casa! Una sensazione stranissima, rafforzata dal fatto che faceva giorno presto. Se aggiungiamo al quadro della situazione le finestre, dalle quali entrava una cascata di luce, potete capire quanto poco ho dormito.

Non voglio omettere di citare il tour cittadino, naturalmente! Grazie alla simpatia e alla competenza di Mariano, quello che poteva rivelarsi una bella noia si è trasformato in un'occasione per scoprire la storia di questa città. Una conoscenza che si è completata con la visita al Museo Territorial Fin del Mundo, situato nel lungomare.

La quarta e la quinta foto si riferiscono invece all'inizio dell'escursione al Parco Nazionale della Terra del Fuoco, intrapresa la mattinata del 27/11.
- nei pressi della stazione del Treno della Fine del Mondo si può avere un'idea delle meraviglie che attendono il viaggiatore. Il trenino è un simpatico mezzo per muoversi ma non permette di avere quel contatto immediato con la natura che da invece la camminata: per questo motivo lo sconsiglio vivamente.
- nell'ultima foto della fila siamo già addentro al Parco, per uno dei molti e lunghi sentieri (in effetti, strade) che lo attraversano. Come in tutte le vacanze che ho fatto e che farò vale sempre questo rimpianto: aaah, avere avuto più tempo.

Parco Nazionale della Terra del Fuoco


Anche questa 3° fila di foto è un po' mista, ma solo per il tipo di panorama che mostra; siamo comunque sempre all'interno dell'ampio e variegato Parco Nazionale.
- quel particolare muschio che si vede attaccato alla corteccia degli alberi (e che si può osservare praticamente dappertutto nel Parco) è l'indicatore biologico della purezza dell'aria nella zona. Se così non fosse, esso morirebbe. Se notate in alto a sinistra, attaccato al ramo in primo piano c'è un grumo marroncino/verde: è la cosiddetta "barba del vecchio", una pianta semi-parassita che però non reca alcun danno all'ospite. Anch'essa non potrebbe vivere in ambienti inquinati.
- sebbene la seconda foto mostri un panorama di idilliaca bellezza, spiovigginava e non ci sembrava proprio così bello evitare pozzanghere e fango. Il problema era comunque di brevissima durata, dato che la mutevolezza delle condizioni climatiche è stata una costante del soggiorno a Ushuaia. I frequenti rovesci si traducevano anche in un'aria dalla limpidezza cristallina.
- dopo un breve tragitto sul minibus ci siamo spostati alla volta dell'incredibile Bahía Ensenada, dove Mariano ci ha fornito una quantità industriale di informazioni sulla flora e fauna locali (per ricordare qualcosa avrei dovuto portare un micro-registratore). Le ultime 3 foto ritraggono appunto questa baia, le cui montagne sullo sfondo sono il confine naturale col Cile.

Parco Nazionale della Terra del Fuoco Parco Nazionale della Terra del Fuoco - Bahìa Ensenada


L'ultima tappa all'interno del Parco è stata Bahía Lapataia, il punto più a Sud della Ruta Nacional n°3 (e vi posso assicurare che in quel momento sarete VERAMENTE a SUD). Purtroppo anche in un posto desolato e apparentemente incontaminato come questo ci sono disastri provocati dall'uomo:
- la prima foto vi mostra una tipica diga costruita dai castori. Importati in Argentina nel mezzo del boom della moda dei pellicciotti ricavati dalla loro pelle, furono liberi di riprodursi come matti per la mancanza dei loro predatori naturali (orso e lince). Il loro numero crebbe ancora di più quando finì la caccia per procurarsi la pelliccia a causa dei cambiamenti della moda: adesso il castoro è ufficialmente una "piaga" e sta facendo marcire un'enormità degli alberi. Il tutto grazie alla "saggezza" umana.
- "finalmente" vedete il sottoscritto, in una delle 2 foto che mi sono fatto fare durante tutta la vacanza. Ve l'avevo detto che la baia era a SUD! La foto mi è stata gentilmente scattata da Sandro.

Anche e soprattutto le cose belle finiscono, così il momento di lasciare questo spettacolo è giunto fin troppo presto. Mariano ha lasciato il sottoscritto e una coppia di simpaticissimi spagnoli in centro, mentre Sandro & Daniela ritornavano in albergo. Dopo aver trangugiato un velocissimo pasto, io e gli spagnoli ci siamo imbarcati sun un catamarano che ci avrebbe fatto vedere lo stupendo Canale di Beagle, cui si riferiscono le ultime 3 foto della fila.

Creature operose i castori, no?!

Siccome volevo dimostrare il mio valore, sono rimasto sul ponte scoperto della nave per tutte le 2 ore della navigazione, e ho scoperto che pure il gore-tex ha dei limiti nell'isolare la pelle! Niente di traumatico, in realtà, ma sappiate che è necessario coprirsi per bene dalla testa ai piedi. Le prime due foto della quinta riga si riferiscono anch'esse a qesta navigazione.

Discorso diverso per la terza e la quarta foto: appartengono, come quelle della sesta riga, all'escursione facoltativa che ho intrapreso durante l'intera giornata del 28/11. Da programma non c'era nulla e l'idea di gironzolare per Ushuaia senza fare niente in concreto non mi attirava. Così la pensavano anche Sandro e Daniela, che avevano prenotato assieme a me (addirittura, avevamo lo stesso voucher). Sta di fatto che la sera del 27 (tra l'altro, mentra stavo per addormentarmi, grrrr...) ho ricevuto la telefonata dalla reception che mi si spiegava il forfait degli italiani. Da quel momento non ho più visto né sentito i miei 2 amici: se in questo momento stanno leggendo queste mie righe sarei contento se mi scrivessero, siccome sono stato molto dispiaciuto della loro assenza.

Sebbene un po' triste, la giornata del 28/11 è corsa via in un lampo, allietata dai panorami - al solito, mozzafiato - delle montagne attorno a Ushuaia, e dalla presenza di un'altra simpaticissima coppia di italiani (che ho sottoposto alla mia seccante logorrea). Immancabili, con mio grande apprezzamento, anche la coppia di spagnoli!




La partenza da Ushuaia, di ritorno dall'escursione, è stata senza intoppi ma comunque rattristata dal fatto che stavo lasciando un luogo che mi aveva profondamente colpito soprattutto per la sua grandezza. In Patagonia la scala delle cose non sembra fatta per noi esseri umani: quando ci si trova davanti a spettacoli COSI' imponenti, le uniche sensazioni che si possono provare sono di piccolezza e di riverenza. Mi aspettavo altre grandi cose (scusate il gioco di parole) dalle mete che avrei visitato nei giorni successivi e non sono stato affatto deluso!


informazioniE' abbastanza difficile sintetizzare in poche righe tutto quello che si può fare partendo da Ushuaia, ma le escursioni che vi capiterà di fare sono più o meno le stesse che ho fatto io. Prima menzione va fatta per il Parco Nazionale della Terra del Fuoco, raggiungibile dopo soli 18 km. via la Ruta Nacional 3, è una meta "obbligata" per vedere la natura patagonica al suo meglio. L'ingresso è di 5 USD, ma i sentieri percorribili non sono molto lunghi. In ogni caso, consiglio - come detto più in alto - di andare a piedi e NON salire a bordo del trenino turistico: il contatto con la natura sarà incomparabilmente più bello. D'altro canto, è una specie di viaggio indietro nel tempo, dato che si sfrutta la ferrovia costruita dagli "ospiti" del carcere di Ushuaia 80 anni fa!

La créme della créme è rappresentata da Bahía Ensenada: se vi inoltrerete nel sentiero che vi porta tra i boschi, con appresso una guida che vi spieghi per filo e per segno le piante, la loro storia, la storia della Patagonia stessa, vi assicuro che non dimenticherete mai l'esperienza. Il tempo è generalmente clemente, nell'accezione "patagonica" del termine: piovaschi molto brevi, seguiti da venti che vi fanno ammirare un cielo BLU da morire!! Bahía Lapataia, forse per il tempo che si era dimostrato brutto e freddo, non mi è invece piaciuta molto. In ogni caso, lungo il sentieri che conduce a questa insenatura, si ha modo di osservare i disastri causati dall'introduzione incontrollata dai castori.

Chi volesse pernottare nel Parco sappia che l'unico campeggio dotato di docce calde è il Camping Lago Roca, situato a non molta distanza da Bahía Lapataia. Non ho mai praticato il camping, ma credo fermamente che i disagi provocati dall'essere all'aperto, specie nelle notti piovose o fredde, vengano ampiamente compensati dallo spettacolo dell'alba in un posto di tale bellezza. Non che questo mi induca a lasciare la comodità dell'albergo! :-P



Sempre all'interno del Parco, ma a un'ottantina di km. - se non di più - dalla città, c'è il Lago Fagnano, che assieme al Lago Nascosto, ha rappresentato una validissima alternativa allo stare per tutta la giornata del 27/11 dentro Ushuaia! L'escursione che l'agenzia argentina - Prestigio - aveva organizzato comprendeva anche il pranzo in un ristorante "particolare": si poteva mangiare quanta carne di agnello arrosto si voleva. Letteralmente! E' stato lì che ho capito quanto gli spagnoli siano dei mangioni: la simpatica coppia catalana, assieme a 2 loro connazionali, si spazzolò 2 delle ENORMI porzioni di carne + patate lesse offerte dalla casa. Io e la coppia di Monza abbiamo fatto fatica a mangiarne tre quarti. Tutto questo è stato niente se paragonato alle 4 porzioni prese da 4 robusti individui nel tavolo accanto. Aglp. A parte considerazioni culinarie, l'escursione è molto interessante per la vista dei 2 laghi (magnifica) e la visita approfondita ad una diga costruita dai castori.



Last, but not least, vi fornisco qualche informazione sulla città vera e propria. Come tutte le città argentina, anche Ushuaia ha la sua brava via principale, dove sono concentrati quasi tutti i negozi che vi possono venire in mente. Con questo va segnalato che anche nelle altre vie si possono trovare esercizi commerciali - magari con prezzi un po' più bassi, proprio in virtù di non essere situati nella zona "in". Ad esempio, il pranzo del 26 l'ho consumato in un simpaticissimo ristorante chiamato "Opiparo", che si trova sul lungomare. Ho mangiato come un DRAGO: una pizza "piccola" (figuriamoci le grandi), un piatto di agnolotti (buonissimi) e acqua per un misero totale di 18 pesos.

Gli immancabili locutori si trovano lungo la via principale, che si chiama Avenida S. Martín come in molte città argentine, e in Av. 25 de Mayo, che è una traversa della S. Martín. Se vi trovate a corto di pellicole fotografiche (come purtroppo è successo a me: semplicemente non avevo calcolato che avrei scattato una media di 2 rullini al giorno) un negozio di materiale fotografico vale l'altro (tutti lungo Av. S. Martín). Giusto un'annotazione: se cercate le Fuji 100 ISO fate a meno di chiederle perchè è più facile trovare una pepita d'oro. Al massimo, per circa 5 pesos a rullino (un costo ignobile), potete comprare delle Kodak 100. In teoria Ushuaia è un porto franco, cioè sui prezzi non viene applicata l'IVA, ma dubito che ci siano differenze significative col resto della nazione. Oltretutto, dal 2003 questa agevolazione fiscale dovrebbe sparire.